vessicchio criscitiello

Siamo nel 2019, è vero. Ma le donne nel mondo del calcio vengono ancora viste come elementi poco credibili. Due sono le situazioni che non fanno altro che sottolineare tutto ciò, con protagonisti prima Sergio Vessicchio ed ora Michele Criscitiello.

Tutto è iniziato alcuni giorni fa durante il match di Eccellenza tra Agropoli e Sant’Agnello. Al momento della presentazione della partita, l’attenzione del telecronista Vessicchio si sposta verso l’assistente donna, da lui definita “una cosa inguardabile”. “È uno schifo vedere le donne a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro, ed è una barzelletta della Federazione una cosa del genere”. Rincara la dose, il fenomeno dello pseudo-giornalismo campano, in nome della sua battaglia personale. “Una cosa impresentabile per un campo di calcio!”. O forse è lui quello impresentabile all’interno della società, ma tant’è.

Ma non è finita qui. Nella puntata di lunedì sera di Monday Night, trasmissione di Sportitalia condotta dal giornalista di Avellino Michele Criscitiello, quest’ultimo si rende protagonista di un altro gesto ben poco onorevole. Quasi come se volesse emulare il suo pluridecorato collega. Tutto inizia con il giornalista di Inter Channel Roberto Scarpini, che fa i complimenti alla squadra femminile nerazzurra per la vittoria del campionato di Serie B e la promozione in massima divisione. Il nostro caro eroe risponde con un eloquente “Vabbé, ma parliamo di calcio?”. Sì, se ne parla molto più di quanto ne capisci tu, caro Criscitiello.

Sembrano ragionamenti da medioevo. Vessicchio e Criscitiello rappresentano una stampa malata, sempre più alla frutta. Il primo è stato immediatamente sospeso dall’Ordine dei Giornalisti della Campania. Si attendono provvedimenti esemplari anche nel confronto del secondo. Ciò che sembra certo è che certi tizi dovrebbero avere solo la decenza di tacere.