E’ stato chiuso il Ponte Simon Bolivar che unisce la Colombia con il Venezuela. La misura è stata eseguita con degli ingombranti contenitori di camion posti di traverso nel Ponte dal quale sarebbero dovuti arrivare gli aiuti umanitari provenienti dalla Città di Cucuta, situata nella frontiera tra i due Paesi.

Inoltre, sotto la paranoia di chi afferma che dietro gli aiuti umanitari ci sia un’invasione orchestrata dagli Stati Uniti d’America, Maduro ha inviato i militari a pattugliare giorno e notte il confine con la Colombia. Questi ultimi, non avendo avuto neanche la chance di interfacciarsi con i rappresentanti dei soccorsi umanitari, hanno eseguito l’ordine di bloccare ogni accesso affinché non potesse entrare nulla dalla Colombia.

Indiscutibilmente, la decisione presa dalla Dittatura di Caracas vede confrontarsi le paranoie di Maduro contro le necessità reali di un Paese ridotto alla fame, ma ci sono anche altri elementi che si sono posti in evidenza dietro l’ostilità del Regime:

i) L’interesse di Maduro non sta nel soluzionare la crisi ma nel nascondere i segnali di un emergenza umanitaria in corso. Se il vero problema di Maduro è la provenienza dei soccorsi, perché non prova a chiederli a Pechino e Mosca? Pare invece che la stessa crisi sia diventata uno strumento idoneo per il dominio della popolazione

ii) Il distacco tra Maduro e la popolazione: Le vere necessità dei venezuelani non rientrano nei calcoli decisionali di Maduro. Nel suo distacco dal Paese reale, il dittatore sembra disposto a sacrificare tutti pur di continuare ad occupare il Palazzo di Miraflores.

iii) Una figuraccia di portata globale: le stesse azioni del Regime contribuiscono a dare un altro tono alla controversia. Nell’impedire l’accesso del cibo e dei farmaci, Maduro offre al mondo l’immagine di due modelli opposti: il suo, quello di una società ostile e tribale che si rifiuta di stringere la mano offerta dal modello aperto, e cioè, dal Mondo democratico.

Il dettaglio più sconcertante per Maduro è che mentre lui ha provveduto a chiudere tutti gli spazi terrestri, il Comitato dei Soccorsi Umanitari se l’è cavata per far arrivare alcune provvigioni in aereo.

A svelarlo è stato il Segretario di Stato del Portorico, Luis Rivera Marìn, il quale ha dichiarato ai microfoni di CNN che “le provvigioni sono già arrivate in Venezuela e sono sotto il controllo del personale incaricato della loro distribuzione” e dinanzi ai dubbi sulle reazioni dei militari, lo stesso Segretario confida nella sensibilità dei membri dell’esercito dinanzi ai bisogni di una popolazione in cui ci sono innumerevoli casi urgenti.

Sta di fatto che gli aiuti umanitari provenienti dai governi e associazioni che hanno riconosciuto Guaidò rappresentano una sfida al Potere di Maduro che accusa forti segnali d’indebolimento. Per quanto riguarda i militari invece, il solo imbarazzo della scelta li pone in una situazione a dir poco difficile…

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Estefano Soler Tamburrini, nato il 25.08.92. Dissidente del regime di Maduro e contrario a ogni forma di demagogia; Laureato in Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna.