Collisione sfiorata tra una nave della marina militare americana e una nave della marina militare russa nel Pacifico occidentale.

È accaduto ieri quando l’incrociatore americano USS Chancellorsville e il cacciatorpediniere russo Admiral Vinogradov sono giunti ad appena 50 metri di distanza l’uno dall’altro.

“L’incrociatore americano USS Chancellorsville ha improvvisamente cambiato rotta incrociando quella del cacciatorpediniere Admiral Vinogradov giungendo a 50 metri dalla nave. In modo da evitare la collisione, l’equipaggio dell’Admiral Vinogradov è stato costretto ad effettuare una manovra d’emergenza” ha comunicato in una nota la Flotta del Pacifico della marina militare russa, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass.

Gli americani dal canto loro rifiutano questa versione dei fatti e accusano a loro volta i russi. “Mentre operava nel Mare delle Filippine, un cacciatorpediniere russo ha compiuto una manovra rischiosa contro lo USS Chancellorsville” ha affermato Clayton Doss, portavoce della 7° Flotta della marina militare americana, aggiungendo che l’equipaggio dell’incrociatore ha dovuto compiere una manovra emergenziale per evitare la collisione. Doss  ha definito “non professionale” il comportamento dei russi aggiungendo che si è trattato di una mossa di propaganda.

Russi e americani non solo non concordano sullo svolgimento dei fatti ma sono in disaccordo pure in merito al luogo esatto in cui è avvenuto il quasi incidente. Secondo i russi il fatto è accaduto nel Mar Cinese Orientale mentre secondo gli americani nel Mare delle Filippine.

Mentre il rimpallo delle responsabilità prosegue, il segretario della difesa americano ad interim Patrick Shanahan ha annunciato che presenterà proteste formali per il comportamento dei russi.

La vicenda – che ha rischiato seriamente di far scoppiare una grave crisi tra le due maggiori potenze nucleari del pianeta – acuisce la tensione tra Russia e Stati Uniti in una regione particolarmente calda dal punto di vista geopolitico. Il Pacifico occidentale – in particolare la regione dei mari cinesi (Meridionale e Orientale) – è terreno di scontro tra la Cina, che rivendica un’ampia superficie marittima strategica comprendente isole e atolli, e gli Stati della regione che vi si affacciano.

Lo scontro geopolitico coinvolge anche gli Stati Uniti, alleati di numerosi paesi della regione e intenzionati a contenere l’espansionismo marittimo cinese. Sulle tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino nel Pacifico occidentale abbiamo scritto un articolo pochi giorni fa che potete leggere cliccando qui.