L’affluenza c’è stata. Eccome. In Italia il 55 per cento degli elettori si è recato alle urne. La media non è altissima ma, rispetto al passato, c’è stato un aumento di affluenza al voto.

Nel complesso in Europa l’affluenza alle urne è stata la più alta in 20 anni.

Sommando popolari e populisti, la nuova maggioranza europea, dalle prime proiezioni, sarebbe volta tutta verso destra.

Per la prima volta da quando votiamo per le Europee se n’è parlato tanto. Ognuno ha avuto l’input, quello stimolo in più che lo ha spinto a interessarsi, fino a ritenere importante recarsi alle urne ed esprimere il proprio voto. Complice il maltempo che ha impedito le gite fuori porta? Forse sì, tutto fa.

Un voto che ha la sua importanza, quello di oggi alle Europee 2019. In un’Europa che deve mostrarsi più unita e più coesa, se vuole riuscire a risolvere la marea di problemi accumulatisi negli anni.

Terrorismo in primis. A cui la Francia, la nazione europea più presa di mira dall’Isis, con la vittoria del partito di Marine Le Pen, ha già dato la sua risposta. Forte e chiara. E Macron capitola.

Anche in Italia, dalle prime proiezioni, la destra avanza a più non posso.

La Lega spicca il volo, sarebbe il primo partito in Italia, superando il 32 per cento. Fratelli d’Italia ‘ quasi al 6 per cento, superando di netto le più ottimistiche previsioni. Sarebbe un salto di qualità per Giorgia Meloni, non c’è che dire.

Forza Italia tiene, nonostante le pessimistiche previsioni, è quasi al 10 per cento.

Pd e M5S vicini vicini, a braccetto: come dovevasi dimostrare. Ma M5S si blocca, è in netto calo. Il Pd si riprende, e supera i grillini. Per ora, alla terza proiezione.

Il sorpasso Pd c’è stato. M5S gli cede il secondo posto.

Governo addio?

Così titola Il Giornale di Salusti, senza punto interrogativo.

Salvini ringrazia entusiasta, smentisce crisi di Governo con gli alleati pentastellati e chiede un’accelerazione per cambiare le regole europee. Una volta per  tutte.