Già condirettore della testa giornalistica ilFormat.info, con una eccellente pregressa esperienza da giornalista Giuseppe Gallinella e Ambrogio Crespi, il regista a carattere tutto italiano la cui ultima opera è “Spes contra Spem“, un documentario che ha partecipato anche alla mostra internazionale d’arte cinematografica “La biennale di Venezia”: troveremo Gallinella nella veste di autore ed il regista Crespi in un docu-film, un’avventura ignota ai più e che rimarrà impressa nei pensieri nazionali, europei ed extra-europei per molto tempo.

Un documentario sotto le spoglie di un film quello che presto circolerà nelle menti del pubblico italiano, e che è destinato a rimanere impresso per generazioni: un documentario speciale che indagherà la vita di protagonisti speciali del Sud Italia.

“La Mano Nera” regia di Ambrogio Crespi

La Mano Nera è la storia reale documentata per filo e per segno di tutti quei protagonisti silenziosi del Sud Italia: uomini che, con loro sommo dispiacere, devono rimanere in silenzio. Un silenzio voluto e dovuto.

Le interviste che la fanno da padrone nel docu-film “La Mano Nera” hanno come protagonisti principali gli uomini sotto scorta: Michele Inserra giornalista minacciato dalla ndrangheta, Michele Albanese giornalista sotto scorta, Luigi Leonardi imprenditore campano sotto scorta e la Diocesi del Santuario della Madonna di Polsi (RC), uomini che si sono opposti al fenomeno mafioso e ne hanno combattuto l’origine e la ragion d’essere.

L’intento del docu-film “La Mano Nera” è quello di dar voce a questi uomini costretti al silenzio, esclusi dai contatti col mondo esterno ed impossibilitati a vivere una vita normale.

Così il condirettore de ilFormat.info, nonché autore del docu-film, commenta questo nuovo progetto cinematografico: “La Mano Nera rappresenta un mondo di riflessioni sulla gente che soffre, che non ha la forza di ribellarsi, che ha paura, e di gente che fa il tifo per la camorra e la ‘ndrangheta che continua a predicare onore e rispetto quando si fonda, invece, su ingiustizia e dolore…”.

Ma l’intento de “La Mano Nera” non si esaurisce qui

Le interviste di questo docu-film vedranno anche interlocutori più giovanili: il regista ha voluto intervistare le coscienze dei giovani, specialmente del Sud Italia, ed indagare cosa possa passare nelle loro menti e nei loro pensieri. In sostanza, il fenomeno mafioso interpretato dalle intelligenze giovanili del Sud Italia. Un docu-film meritevole di esser visto, che sarà prodotto dalla rinomata casa Index Production.

Il Sud Italia in viaggio è un paradiso terrestre

Ma la realtà non è poi così a tinte fosche: l’intento del docu-film è anche quello di evidenziare i talenti e le bellezze che, soprattutto, connotano il meridione del nostro Paese. Questa pellicola è anche un invito a fare di più: perché il meridione d’Italia è un luogo incantevole, paradisiaco e dai paesaggi stupendi. 

La cultura come rimedio al male mafioso

Il docu-film invita a fare di più da un punto di vista culturale. Se si vuole combattere il fenomeno mafioso è, innanzitutto, necessario partire dalla società e dalla cultura che ne sta a fondamento. Cambiare la cultura per sradicare il fenomeno mafioso: questo il messaggio che il regista ed il suo autore vogliono far passare nel loro docu-film “La Mano Nera”.

Il Sud Italia è composto da uomini con risorse d’eccellenza che vogliono e possono fare di più. 

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Nato a Empoli (Fi), il 4 gennaio 1989. Diplomato al liceo classico-linguistico, laureando in scienze politiche, relazioni internazionali. Dopo una lunga esperienza come attivista politico, guida un partito politico giovanile a livello locale. Si dedica all’attività di articolista per svariati clienti e su svariati argomenti. Giornalista aspirante pubblicista. Appassionato e studioso di politica interna ed internazionale (e di tutto ciò che la concerne), sistemi politici, partiti politici, sistemi elettorali, relazioni internazionali, diritto internazionale e costituzionale, e molto altro.