Con i ritmi stressanti, per molte persone rimane difficile anche riposare durante la notte. Ma il sonno è una fase importante della nostra vita. Il sonno è un “analgesico naturale” che potrebbe aiutare molto anche durante le degenze ospedaliere, ad esempio dopo un intervento chirurgico: infatti, quando si dorme male aumenta la sensibilità al dolore nel giorno successivo la nottataccia e diminuiscono gli ‘antidolorifici’ naturali prodotti dal cervello. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience da esperti della University of California, Berkeley. Quando si prova dolore si dorme male, ma ora gli esperti hanno scoperto che il dolore e il sonno disturbato creano un circolo vizioso, perché quando si dorme male la sensibilità al dolore aumenta. Gli esperti hanno prima condotto un esperimento su 25 individui sani: dopo una notte di sonno pieno, i ricercatori ne hanno misurato la soglia di sopportazione del dolore con stimoli caldi applicati sulle loro gambe. Poi hanno chiesto loro di dormire poco la notte successiva e il giorno a seguire hanno nuovamente applicato gli stimoli dolorosi. I volontari avevano una soglia del dolore più bassa (sentivano dolore a temperature più basse rispetto a quando avevano dormito bene); inoltre nel loro cervello, analizzato con la risonanza, il sistema di produzione degli analgesici naturali del corpo lavora meno dopo una notte dal sonno disturbato. Infine in un sondaggio su oltre 230 individui gli esperti hanno confermato che anche minimi fattori di disturbo del sonno si associano il giorno seguente con maggiore percezione del dolore, di vario tipo.”La perdita di sonno non solo amplifica la sensibilità al dolore – spiega l’autore del lavoro Matthew Walker – ma blocca anche i naturali centri cerebrali dell’analgesia. Se il sonno disturbato intensifica la nostra sensibilità al dolore – conclude – come dimostra il nostro studio, il sonno deve essere posto ancora più al cuore della cura del paziente, specie nei reparti ospedalieri”. Il sonno è una fase importantissima. L’indagine di una società di ricerche di mercato, New line, effettuata per conto del “Corriere della sera”, nel 2017, restituisce una fotografia impietosa del capoluogo lombardo: ogni giorno nelle farmacie milanesi si vendono infatti 6.100 confezioni di sonniferi. Un dato che conferma in un certo senso alcuni dei luoghi comuni che da sempre sono associati a Milano: una città frenetica, dove gli intensi ritmi lavorativi e di vita causano stress e ansia, all’origine dei disturbi del sonno. L’insonnia, tuttavia, é causata da una serie di fattori ambientali, biologici, emotivi, medici e psicologici ed ogni valutazione deve essere fatta a livello individuale. Esistono quattro gruppi di fattori che intervengono in questo tipo di disturbo: l’uso di alcol, farmaci o droghe, il condizionamento negativo, le predisposizioni biologiche e psicologiche di fondo e l’ambiente disturbante legato anche a cattive abitudini. I fattori, sono molti di più di quelli elencati, questi appartengono ad un’analisi generica del problema “insonnia” , di fatto si annidano, spesso, nella parte più profonda della persona, cioè nell’inconscio e, risolvere questo “disturbo” rappresenta ancora oggi un’incognita nell’ambito della “medicina del sonno”. Gli specialisti sottolineano 10 punti importanti per ostacolare il nascere dell’insonnia: stabilire un ritmo regolare di sonno-veglia mantenendo il più possibile gli stessi orari; evitare prima di andare a letto di assumere sostanze eccitanti o bevande che contengono la caffeina. L’alcol favorisce il sonno, ma crea un sonno irregolare; non coricarsi dopo un pasto abbondante; essere consapevoli che il principio per cui bisogna dormire 8 ore per notte, non é fondato su base scientifica, ma ognuno ha bisogni personali con ritmi di sonno differenti; eliminare il più possibile preoccupazioni e problemi vissuti durante il giorno, tutt’al più riflettere su eventuali prossime soluzioni; ascoltare una musica rilassante o leggere un buon libro che favorisce l’addormentamento e allontana la mente dai cattivi pensieri; un po’ di esercizio fisico durante il giorno, soprattutto il camminare, favorisce il sonno; fare del training autogeno, che é di facile apprendimento, é un buon ausilio; se ci si sente uno stato di tensione, si può far uso di tisane naturali rilassanti; un bagno caldo é sempre un ottimo rimedio per rilassarsi prima di andare a letto.

CONDIVIDI
Articolo precedenteNasce CultAround, la startup della cultura in chiave digitale
Prossimo articoloRegione Marche, si pensa alle piste ciclabili tra le macerie
mm
Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.