Uno stile di vita sano ci aiuta a mantenerci in salute. Ma spesso non basta. Oggi più che mai siamo bombardati da ogni tipo di inquinamento.

In Italia, ogni anno, circa 150mila nuovi casi di tumore potrebbero essere evitati seguendo stili di vita sani (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta) e aderendo ai programmi di screening. Per sostenere progetti di prevenzione e ricerca contro le neoplasie, la Fondazione Insieme Contro il Cancro ha organizzato la scorsa settimana una cena di raccolti fondi, giunta alla sua quarta edizione.

Sono state circa 500 le adesioni, fra cui nomi illustri della medicina, delle Istituzioni, dell’imprenditoria, sport e spettacolo. “Siamo felici dei riscontri ottenuti finora – afferma Francesco Cognetti, presidente della Fondazione -. Nel 2014 abbiamo promosso ‘La lotta al cancro non ha colore’, la prima campagna nazionale per la prevenzione delle neoplasie indirizzata ai cittadini più disagiati, in particolare agli immigrati che abitano nel nostro Paese.

Nel 2015 abbiamo lanciato ‘La lotta al cancro non ha età’, la prima iniziativa nazionale di sensibilizzazione sui tumori nell’anziano. E negli ultimi due anni, abbiamo realizzato ‘Allenatore, alleato di salute’, primo progetto al mondo che intende coinvolgere l’allenatore nel sensibilizzare gli adolescenti sulla necessità di seguire corretti stili di vita. La cena di raccolta fondi rappresenta un’occasione importante per realizzare le attività della Fondazione”.

I progressi delle terapie ci fanno ben sperare nella lotta al cancro – conclude Cognetti – ma ora la sfida si concentra sulla prevenzione. Le persone con una diagnosi di tumore da oltre 5 anni, che rappresentano il 60% del totale dei pazienti oncologici, sono circa due milioni. I pazienti la cui diagnosi risale a oltre un decennio sono il 35% del totale. Possiamo quindi affermare che i tumori non solo sono curabili, ma anche guaribili, perché oltre un quarto dei pazienti è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, cioè di chi non ha mai avuto una diagnosi di cancro.

La conferma che un pieno recupero è possibile ha importanti ricadute su molti aspetti della vita di questi cittadini e apre loro le porte alla possibilità di un completo reinserimento lavorativo e sociale”. Non va dimenticato, per una battaglia contro i tumori, il discorso ambientale. Spesso scomodo, ma sicuramente di notevole importanza. Il dramma dell’elettrosmog, dell’inquinamento atmosferico, sono gli aspetti inquietanti legati alla crescita indescrivibile di tumori.

Qualcuno storcerà il naso, dando la responsabilità ad altri fattori….quali? Questo non è lecito chiederlo. Ma i numeri a dir poco allarmanti parlano da soli: sono 373.300 i nuovi casi di tumore stimati in Italia nel 2018, in aumento di 4.300 diagnosi rispetto al 2017. La forma più frequente è diventata quella al seno (nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi, mentre erano 51.000 nel 2017), seguita dal cancro del colon retto (51.300, 53.000 nel 2017) che lo scorso anno era il più diagnosticato, e da quello al polmone (41.500, contro 41.800 nel 2017).

Sono i dati del censimento ufficiale dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom), dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), di Fondazione Aiom e di Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), raccolti nel volume ‘I numeri del cancro in Italia’. Quasi 3 milioni e 400 mila cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6% dell’intera popolazione: un dato in costante aumento. Ma le percentuali sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi fotografano un Paese spaccato in due.

Al Nord si registrano i tassi migliori, e in particolare nelle prime tre posizioni si collocano Emilia-Romagna, Toscana (56% uomini e 65% donne in entrambe le regioni) e Veneto (55% e 64%). In coda invece il Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%).

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.