Il caccia americano F-16V Falcon.

Il presidente americano Donald Trump ha dato l’ok alla vendita di 66 caccia F-16V Falcon a Taiwan, l’isola – che la Cina considera una provincia separatista – al centro delle tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino.

I 66 aerei da guerra – che valgono in tutto 8 miliardi di dollari – sono destinati a rafforzare la flotta aerea di Taiwan in vista delle crescenti minacce provenienti dalla terraferma cinese. Pechino considera Taiwan una provincia separatista che bisogna riunificare al resto del paese con le buone o con le cattive. I funzionari cinesi – compreso il presidente Xi Jinping – non hanno mai escluso l’uso della forza per riunificare Taiwan alla Cina.

Vale la pena ricordare che le tensioni tra Pechino e Taipei – una questione geopolitica che ha a che fare con la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico e la rivalità tra Stati Uniti e Cina – sono una conseguenza dell’esito della guerra civile cinese, conclusasi nel 1949. Sul continente vinsero i comunisti di Mao Zedong i quali proclamarono la Repubblica Popolare di Cina con capitale Pechino. I nazionalisti del generale Chiang Kai-Shek, sconfitti, fuggirono sull’isola di Taiwan e Taipei divenne la capitale della Repubblica di Cina, fondata nel 1912 in seguito alla caduta dell’impero.

La vendita dei 66 F-16V approvata recentemente dal presidente Trump rappresenta una delle commesse di armamenti americani più ricche a Taiwan. Già lo scorso mese il dipartimento di Stato americano aveva approvato la vendita di 108 carri armati Abrams M1A2T e 250 missili antiaerei Stinger, una mossa che ha irritato non poco i cinesi, inasprendo la tensione scaturita dalla guerra commerciale.

La commessa di carri armati e missili antiaerei dello scorso mese valeva 2,2 miliardi di dollari, circa un quarto di quella approvata in questi giorni.

Con queste ricche commesse di armamenti gli Stati Uniti mandano un messaggio chiaro e tondo alla Cina: gli Stati Uniti si impegnano materialmente a tutelare la sicurezza e l’indipendenza di Taiwan e non hanno intenzione di starsene a guardare qualora il governo cinese decidesse di minacciare seriamente l’isola.

La decisione di Trump di procedere con la vendita di aerei da guerra ha incassato un consenso bipartisan negli Stati Uniti. Il repubblicano Jim Risch, presidente della commissione affari esteri del Senato americano, ha commentato che “questi caccia sono cruciali per migliorare la capacità di Taiwan di difendere il proprio spazio aereo sovrano, che è sotto crescente minaccia da parte della Repubblica Popolare di Cina”. L’omologo di Risch alla Camera, il democratico Eliot Engel, ha affermato che la commessa di aerei da guerra “manda un forte messaggio” in merito all’impegno americano di tutelare lo status quo nell’Indo-Pacifico.

Affinché gli aerei siano venduti a Taiwan occorre che il Congresso ratifichi la commessa. Tuttavia, considerando l’appoggio bipartisan, sembra altamente improbabile che il Congresso blocchi la vendita.

Ieri è arrivata la severa reazione di Pechino. “La Cina ha fatto numerosi reclami solenni agli Stati Uniti per la vendita degli F-16V a Taiwan. Gli Stati Uniti dovranno farsi carico delle conseguenze innescate da questa commessa. La Cina prenderà le misure necessarie per difendersi” ha detto ieri Geng Shuang, portavoce del ministero degli esteri cinese.

Sebbene i caccia F-16V non siano in grado di competere con gli aerei cinesi di ultima generazione, la decisione americana di continuare ad armare Taiwan non farà altro che inasprire i rapporti con i cinesi i quali, in risposta a quella che percepiscono come una provocazione americana, potrebbero aumentare le esercitazioni militari nello stretto di Taiwan, avviluppando ulteriormente la spirale della tensione.