Troppe Giornate Mondiali

All’università avevo una professoressa che diceva «attenti alle giornate mondiali». Oggi, infatti, qualsiasi cosa sembra debba essere celebrata con un giorno tutto suo. L’inconveniente è che spesso si dimenticano le date veramente importanti e il loro valore.

Esiste un calendario che riporta tutte le giornate mondiali o internazionali. Per il mese di novembre, ad esempio, ce ne sono ben 17. In tutto l’anno, invece, sono all’incirca 230, con una media di una ogni giorno e mezzo. Spesso, inoltre, in uno stesso giorno è possibile che ne ricorra più di una. Esemplare, a tal proposito, è il 21 marzo che celebra la Giornata internazionale delle Foreste, la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione raziale, la Giornata mondiale della pace interiore, la Giornata mondiale della Poesia e la Giornata mondiale della Sindrome di Down.

Appare evidente come ci siano ricorrenze che non possono, e non devono, essere messe sullo stesso piano delle altre. Le giornate mondiali sono state istituite perché tutti possano ricordarsene, perché ognuno di noi ne conosca il valore e i principi ispiratori.

Giornate Mondiali: le date più stravaganti e quelle storiche

Tra le quasi 230 giornate commemorative ne esistono davvero di stravaganti. In questa sede sarebbe troppo dispersivo citarle tutte; tuttavia tra le più simpatiche c’è quella della neve (16 gennaio), della Nutella (12 febbraio), delle torte (17 marzo), della risata (4 maggio), dell’hamburger (28 maggio), del mattino (25 giugno) e si potrebbe continuare all’infinito.

Spesso, quindi, si istituiscono giornate mondiali che sono prive di valore. Oppure che interessano una piccola porzione della popolazione mondiale. Probabilmente ce ne sono così tante che si finisce per dimenticare quelle realmente importanti. Quelle date riconosciute mondiali o internazionali perché riguardano tutti noi e ricordano avvenimenti particolarmente cruenti della storia.

Anche in questo caso non è possibile citarle tutte, ma non si può dimenticarsi, ad esempio, il 27 gennaio. In tale data ricorre la Giorno della Memoria, istituito per ricordare le vittime dell’Olocausto. Oppure si dovrebbe rivalutare la Giornata internazionale della donna (8 marzo), ormai diventata una festa commerciale, per ricordare i sacrifici e le battaglie del sesso femminile per ottenere diritti.

Importanti sono anche il 26 settembre, Giornata mondiale per l’eliminazione delle armi nucleari, oppure il 2 dicembre, Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù.
Invece oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nonostante questa possa sembrare una ricorrenza priva di valore storico, è bene ricordare che la violenza sulle donne ha origini antichissime. Se ancora oggi, dunque, ci si batte per questa causa vuol dire che l’uomo ha fatto veramente pochi passi avanti nella sua carriera evolutiva.