Ha raccontarlo sembra un libro di fantascienza, ma non è così.

Qualche giorno fa avevamo sottolineato del pericolo di una super tecnologia senza limiti, che andrebbe a sostituire l’uomo.

Giorno dopo giorno viene confermata questa ipotesi. Tra dieci anni (sicuramente anche meno) le case potrebbero essere così connesse da automatizzare le nostre vite e decidere per noi cosa farci mangiare o se è il momento di fare più esercizio fisico o avviare una lavatrice.

La previsione è di Amy Webb, docente della New York University Stern School of Business e fondatrice del Future Today Institute. “La tua casa intelligente è una prigione intelligente e non c’è via di scampo”, ha raccontato Amy Webb al festival South by Southwest che si è tenuto ad Austin, in Texas.

“Puoi scollegare il tuo forno a microonde, ma non puoi scollegare l’intera famiglia dal sistema”, ha aggiunto, facendo intendere che la nostra futura vita tecnologica sarà sempre più dipendente da una grande azienda tech al punto che non saremo più in grado di sfuggire “al sistema operativo in cui viviamo”.

Sono tre, secondo Amy Webb, i fattori che favoriscono questo scenario. Il primo è la proliferazione dei dispositivi intelligenti. A questo si unisce la diffusione degli smart speaker, gli altoparlanti dotati di assistenti virtuali oramai sempre più diffusi nelle nostre case.

Il terzo fattore, infine, sostiene l’esperta, è l’impegno di tutti i big della tecnologia nel settore della salute – spesso con partnership con ospedali e assicurazioni – che registrano sempre di più le nostre abitudini.

Secondo gli analisti Idc, la crescita del mercato della smart home è costante: tra il 2019 e il 2023 i dispositivi saranno nel mondo 1,6 miliardi. In Italia, secondo l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato ha raggiunto il valore di 5 miliardi di euro, con un aumento del 35%.

C’è un altro grande problema: tutto questo sarà “gestito” da una super connessione, che porta il nome di 5G. Connessioni ultraveloci, oggetti più interconnessi, internet ovunque. Ci saranno milioni di nuove stazioni base 5Gsulla Terra, 20.000 satelliti in più nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti.

Il wireless funziona utilizzando impulsi estremamente rapidi di radiazione a microonde, la stessa dei forni a microonde. Studi clinici sugli effetti nocivi gravida esposizione alle frequenze radio in uso (fino al 4G) sono ormai migliaia anche sugli animali e sulle piante e sempre più sentenze di tribunale sanciscono il nesso causale tra cancro ed elettrosensibilità.

Oltre all’aumentato rischio di cancro anche stress cellulare, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e memoria, cambiamenti ormonali. Inoltre, una parte crescente della popolazione europea manifesta sintomi di elettrosensibilità specifica.

Per questo un appello sottoscritto da 170 scienziati, medici e organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo chiede all’ONU, all’OMS, alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G, anche nello spazio, in attesa che si accertino i rischi per la salute dei cittadini.

Nell’appello si legge che le strutture elettricamente conduttive dell’organismo umano possono trasportare correnti indotte dalle radiazioni all’interno del corpo. Ma le stesse cariche in movimento possono diventare delle piccole antenne che rilanciano il campo elettro-magnetico verso gli strati più profondi dell’organismo.

“Le prime evidenze che stanno venendo fuori dalla sperimentazione del 5G sono abbastanza preoccupanti”, sostiene Agostino Di Ciaula, presidente di Isde-Italia (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica).

Secondo Di Ciaula, “sono state segnalate alterazione dell’espressione genica, effetti sulla cute, effetti sulla proliferazione cellulare, sulla sintesi di proteine, sui processi infiammatori”.

Dati di fatto ormai consolidati, secondo Di Ciaula: “Le onde elettromagnetiche ad alta frequenza causano effetti biologici soprattutto in termini di plesso ossidativo, che è alla base di numerose patologie croniche e dello stesso cancro”.

L’esposizione a onde come quelle fel 5G può danneggiare l’estensione del genoma e causare rischi in termini di fertilità, oltre che conseguenze neurologiche. Da una parte, una forma di totalitarismo tecnologico, che renderebbe l’essere umano schiavo, dall’altra l’aumento indescrivibile di tumori, per l’esposizione alle onde elettromagnetiche.

Ci troviamo in un momento storico molto delicato dell’esistenza umana. E’ doveroso informarsi, confrontarsi, per non subire ogni cosa, che ci viene pubblicizzata come buona e buona non è. In ballo c’è la nostra sopravvivenza.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.