Era nel mirino dell’antiterrorismo che attraverso le intercettazioni, un 20enne di origini somale è stato tratto in arresto a Bari mentre progettava di piazzare delle bombe nelle chiese italiane. Il suo primo obbiettivo, quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche, fosse la Basilica di San Pietro a Roma; per questi particolari che emergono dalle intercettazioni riportate negli atti giudiziari, hanno portato al fermo d’urgenza di Mohsin Ibrahim Omar noto come Anas Khalil.

L’intenzione di Khalil era quello di recarsi a Roma in concomitanza del Natale e piazzare la bomba alla Basilica. Infatti gli inquirenti della DDA di Bari da alcune intercettazioni captate tra il primo e il 9 dicembre sono riusciti a neutralizzare il terrorrista: “Mamma mia…ecco la Chiesa”, dice Khalil aprendo sul display del proprio smartphone la foto della Basilica di San Pietro. “Però non è facile – gli risponde il suo interlocutore – sai com’è là il 24 e il 25 a Natale, che sta Papa, e tanta gente, è pieno pieno pieno”. “Buono – dice il 20enne terrorrista – persone…pericolose, è buonissimo”.

I primi di dicembre il 20enne Khalil comincia a progettare azioni sovversive, e nei giorno successivi si informa sulla distanza tra Bari e Roma e sugli eventuali mezzi di trasporto per raggiungere la Capitale. Per gli inquirenti, dopo aver intercettato altre conversazioni dove Khalil pronuncia la data del 27, non c’è più tempo da perdere e fermano il somalo il quale è al vaglio delle indagini.