La terra dei fuochi ancora una volta sotto la lente d’ingrandimento, i soldi per le bonifiche non bastano mai, figuriamoci quando questi soldi tardano ad arrivare! La situazione attuale della terra dei fuochi è pressoché la stessa di tre anni fa, timide recinzioni ed esili nastri barrati, (ancora male ancorati quando si trovano),  in alcune zone invece, c’è ancora se pur parziale, un libero accesso a tutti. Alcuni passanti hanno anche notato in più occasioni, individui al lavoro e mezzi in movimento durante le prime ore del mattino e, anche se solo alcune volte, nel tardo pomeriggio. L’interramento di rifiuti tossici negli anni ’80, ha

fatto fare alle mafie locali e non solo, affari d’oro, oggi, è causa di leucemie infantili e tumori molto simili tra loro nella popolazione locale; intere attività locali strettamente monitorate, allevamenti smaltiti con l’abbattimento di un numero considerevole di esemplari, non sono bastati ad arginare il fenomeno della “terra dei fuochi“; quest’area denominata la “Terra dei fuochi“, (dove venivano anche bruciate cose di ogni genere), si estende dalla provincia di Napoli fino a quella dell’entroterra del Casertano, terre in cui attualmente, c’è il divieto assoluto di coltivazione e di pascolo, divieto emanato dalla regione Campania nel lontano 2007.

Numerosi passanti e alcuni pendolari hanno più volte, negli ultimi tempi, osservato alcuni mezzi in movimento e individui (all’apparenza) al lavoro, proprio in alcune di quelle aree identificate come aree contaminate, zone il cui perimetro ha più accessi e alcuni di questi, senza alcuno sbarramento. Un presidio militare fu messo solo in un primo momento a monitorare alcune di quelle zone, in seguito, il personale addetto alla sorveglianza di alcune di queste aree è stato evidentemente assegnato altrove.

(Fonte Foto: cronachedellacampania.it)

Senza alcun dubbio i rifiuti interrati sono di diversa natura, alcuni di questi addirittura radioattivi, lo dicono gli strumenti e le varie anomalie riscontrate in alcuni alberi da frutta abbandonati, alberi ancora presenti in alcune di quelle zone. Purtroppo, manca ancora una vasta area da decontaminare, ma i soldi, al momento, sembra non ci siano, o almeno non siano sufficienti per la bonifica totale dell’area. In attesa che la “terra dei fuochi” sia completamente decontaminata e non diventi un altro caso “Bagnoli“, (dove quasi 600 milioni non sono bastati in oltre 25 anni), confidiamo nel fatto che, nessuno… oggi, possa pensare di poter riutilizzare quelle aree avvelenate traendone ancora profitti a danno della salute di ignari cittadini.

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