La seduzione è un gioco che intriga perché si ciba di strategie raffinate e una forte creatività che rende il tutto unico e irripetibile. Spesso le dinamiche di seduzione avvengono in maniera inconsapevole. Altre volte siamo perfettamente consapevoli del gioco di ruoli e delle strategie che stiamo attivando pur di conquistare la persona che desideriamo.

Esistono diversi modi per sedurre in base alle situazioni o alla personalità.  Dalla seduzione tattile, che cerca di accorciare le distanze con il contatto fisico, a quella olfattiva: i sensi, infatti, giocano un ruolo fondamentale, tanto che a volte può bastare un odore sgradevole per annullare completamente tutta l’attrazione nei confronti di una persona. O un piccolo dettaglio per far diventare incolmabile la distanza tra aspettative e realtà.

Ma la settimana scorsa abbiamo visto come esistano delle regole scientifiche, messe a punto dallo psicoterapeuta inglese R, Wiseman, e da altri ricercatori universitari, per sedurre la persona che abbiamo in mente. Regole che derivano da esperimenti di psicologia sociale in cui si studia l’attrazione tra due persone all’interno di contesti reali, come ad esempio il “recente” fenomeno dello speed-dating, cioè una serie di incontri programmati, della durata di pochi minuti (3 minuti) in cui si cerca di conoscere nuovi possibili partner.

Ne abbiamo viste da vicino le prime cinque ed ora continuiamo qui con altrettante.

6. Impara a ballare

Un uomo o una donna che hanno abili doti danzerine ottengono più  riscontri positivi rispetto a chi non se la cava affatto sulla pista da ballo. Questo è stato dimostrato dagli antropologi della Rutgers University che ne hanno scoperto il motivo: la simmetria.  Chi balla bene è percepito come più “simmetrico”, cioè capace di maggiore coordinazione motoria, e ciò pare giocare un ruolo fondamentale nella seduzione. Quindi, se volete far colpo su una persona, uomo o donna che sia, conviene sempre fare un corso di ballo!

7. Usa la tua creatività

Secondo Jena Pincott, le donne guardano alla creatività, che è la facoltà di immaginare, di inventare, come a una manifestazione di tratti geneticamente trasmissibili positivi, cioè come un segno d’intelligenza, abilità, flessibilità e profondità. L’antropologo Daniel Nettle ha osservato che uomini con un sensibile senso artistico e creativo hanno un maggior numero di partner e piacciono di più. Meglio lasciarsi andare e far fuoriuscire la nostra creatività, dunque! Anche se ciò può  implicare il rischio di non piacere.

8. Gesticola come lui/lei.

Si tratta di sfruttare il sistema dei neuroni specchio, che si attiva quando una persona osserva il comportamento di un’altra e si comporta allo stesso modo. In una ricerca condotta dalla Duke University e da Yale, le persone che hanno di fronte un individuo che impercettibilmente imita i loro gesti lo reputano più gradevole. Se riusciamo a imitare gli atteggiamenti di chi ci sta di fronte, infatti, dimostriamo comprensione, empatia e intesa a livello neurologico. Ciò trasmette un segnale di benessere al cervello, che si attiva nella corteccia inferiore frontale e nella zona limbica, producendo una reazione emotiva immediata. Pensateci bene: una persona che si muove in modo completamente diverso da noi non ci piacerà mai!

9. Sai ridere?

L’umorismo è fondamentale per entrambi i sessi: le donne cercano un partner che le faccia ridere, mentre gli uomini vogliono una donna che capisca il loro umorismo. In una ricerca della Stanford University si è evidenziato come le donne elaborino in maniera più complessa le battute e i comportamenti divertenti e, quindi, valutino più positivamente gli uomini in grado di farle sorridere. Ma il saper ridere conta anche in una relazione diratura. In base allo studio della Appalachian State University, invece, le coppie in grado di ridere insieme, cioè quelle che condividono battute e scherzi, sono più soddisfatte e hanno relazioni più lunghe. Anche se, secondo uno studio dell’Università dell’Ontario, molti uomini sono convinti che lo humor sia una caratteristica maschile e che sia poco apprezzata dalle donne. Quindi, lasciamoci andare all’umorismo!

10. Attenzione all’effetto contrasto

Lo hanno studiato gli psicologi dell’Arizona State University. Si tratta di un meccanismo che si innesca quando si mettono a confronto le persone: per esempio, un soggetto mediamente bello paragonato ad altri molto attraenti, verrà valutato come meno bello di quanto realmente sia. In un esperimento, un gruppo di uomini dopo la visione di un episodio di Charlie’s Angels era meno propenso a uscire con donne “normali” rispetto a chi non aveva guardato il telefilm. L’effetto contrasto è inconscio, ma si ripercuote nei rapporti. Per questo, secondo Jena Pincott, è statisticamente provato che nei matrimoni tra insegnanti delle scuole superiori e docenti universitari il tasso dei divorzi è sospettosamente alto, mentre tra maestri di scuole materne è più basso.

Nonostante gli studi sull’argomento seduzione possano aiutarci, ritengo che la regola numero uno di qualsiasi strategia di seduzione rimanga quella di “essere se stessi”, pur essendo consapevoli del rischio che si corre mettendosi a nudo davanti all’altro. Quando recitiamo o ci creiamo con astuzia e maestria un “personaggio” che non corrisponde alla realtà si rischia di essere rigidi e impostati. La mancanza di spontaneità non ci fa ottenere risultati efficaci. Le tecniche di seduzione che attiviamo devono essere, dunque,  coerenti con la nostra personalità e i nostri ideali tenendo conto anche dei propri limiti e del fatto che la perfezione non esiste. Solo quando saremo consapevoli di ciò che siamo e dei nostri punti di forza, riusciremo ad approcciare all’altro mostrando tutta la nostra bellezza.

FONTEWww.professionepsicologoroma.it
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Sono una psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e mi sono laureata nel 2002 presso l'Università La Sapienza di Roma. La mia passione per l'ambito clinico mi ha portato a frequentare diversi masters, tra cui quello dell'Università Cattolica del Sacro Cuore che mi ha dato la formazione teorica di psicologia e psichiatria ospedaliera. A questa esperienza è seguita quella pratica e interessantissima di collaborazione con l'Ambulatorio di Psicologia dell'Ospedale di Rieti, iniziata nel 2004 e terminata da poco. All'interno di questo servizio ambulatoriale è stato impostato un servizio di assistenza a pazienti oncologici, con percorsi psicoterapici strutturati e paralleli a quelli farmacologici. Contemporaneamente, sempre nel 2004, ho iniziato l'esperienza di Psicologa Responsabile del Centro Antiviolenza della Regione Lazio, che è andata avanti per 10 anni. Sono appassionata di Mindfulness e tecniche di rilassamento, su cui tengo dei seminari. Attualmente partecipo come relatore a convegni di Psiconcologia e seguo i miei pazienti presso gli studi di Roma e Rieti. Effettuo inoltre consulenze on line in tutta Italia e a italiani residenti all'estero.