Quando proviamo interesse per una persona, sia uomo che donna, inevitabilmente pensiamo a come poterla sedurre. Oggi se ne parla molto, troviamo articoli e siti che suggeriscono le più svariate tecniche. Ma proviamo a trattare l’argomento da un punto di vista puramente scientifico. La seduzione è stato argomento di interesse di molti studiosi, appartenenti alla psicologia sociale, ossia quella branca della psicologia che studia le interazioni fra l’individuo e i gruppi che lo circondano, applicando così il ”metodo scientifico” alle interazioni umane.  Lo studioso che se ne è occupato di più nella sua carriera di ricercatore è senza dubbio lo psicologo inglese Richard Wiseman, dedicandogli un capitolo intero nel suo ultimo libro,  “Quirkology”.  Così i ricercatori si sono divertiti a studiare l’attrazione all’interno di contesti reali, come ad esempio il “recente” fenomeno dello speed-dating, cioè una serie di incontri programmati, della durata di pochi minuti (3 minuti) in cui si cerca di conoscere nuovi possibili partner.

Wiseman ci suggerisce dieci tecniche per sedurre, che vi sintetizzo qui di seguito, dividendole in due articoli:

1. Emozioni forti al primo incontro.

L’esperimento condotto dal docente di psicologia della University of Hertfordshire (Regno Unito)  Wiseman ha dimostrato che se stiamo vivendo un’emozione forte siamo più portati a innamorarci di chi abbiamo accanto in quel dato momento.  Per dimostrarlo, sono stati fatti salire su un ponte molto alto un gruppo di ragazzi ed è stato detto loro di attraversarlo e di contare sulla ragazza messa a disposizione nella sperimentazione per eventuale sostegno psicologico. La stessa indicazione è stata data a un altro gruppo di ragazzi che dovevano attraversare un ponticello a pochi centimetri di altezza. Risultato: la minore o maggiore emozione causata dalla prova ha accresciuto o diminuito il fascino della ragazza del team.

Quindi, se abbiamo il battito già accelerato per qualcosa, saremo più predisposti a trovare seducente la persona che ci sta accanto. Pensateci bene quando fate un invito per il primo appuntamento: portare chi vogliamo conquistare a fare un giro sulle montagne russe potrebbe quindi rivelarsi più conveniente di una cena a lume di candela!

2. Parla di argomenti emozionanti.

Sempre secondo Wiseman, al primo appuntamento non conviene trattare argomenti come il lavoro, la famiglia o gli amici, ma le curiosità personali. In base a uno studio effettuato sui partecipanti a uno speed date, un incontro di pochi minuti per conoscersi, le domande che più suscitano interesse per l’altra persona sono: se potessi invitare a cena un personaggio di qualsiasi epoca, chi sarebbe? Cosa avresti sempre voluto fare ma non hai avuto ancora modo di fare? Qual è l’oggetto che salveresti da un incendio? A quale reality show ti piacerebbe partecipare? Se volete conquistare qualcuno, provate quindi con queste domande ed evitate il solito: di cosa ti occupi? In ultimo, secondo gli esperti, l’argomento che fa avvicinare di più due persone che si conoscono da poco è parlare di cose che entrambe detestano.

3. Se le pupille della donna sono dilatate, c’è interesse

Secondo un esperimento, gli uomini preferiscono le donne che abbiano la pupilla dilatata. Questo accade perché, quando ci piace qualcuno, le dimensioni delle nostre pupille aumentano. Per questo motivo, i volontari di una ricerca statunitense, osservando immagini di donne ugualmente belle, hanno valutato come più gradevoli quelle con pupille più dilatate. Al contrario, una pupilla troppo grande in un uomo è vista dalle donne come segnale di eccessiva eccitazione e possessività.

4. Attenti al sorriso

Secondo uno studio dello psicologo James Dabbs, (psicologo sociale e professore di psicologia alla Georgia State University) gli uomini sono attratti da donne dal sorriso ampio, aperto e socievole, tanto che, come si dice, le si illuminano anche gli occhi (avete presente il sorriso di Julia Roberts?) Questo perché un sorriso così rivela bassi livelli di testosterone e alti di estrogeni. Per la donna, invece, il sorriso di un uomo è importante, ma non deve essere esagerato ed è efficace solo se è sincero. Vale per tutti la regola che soltanto un sorriso spontaneo suscita attrazione e il 75% delle volte siamo in grado di riconoscerlo al primo istante. Come si fa? Prestando attenzione agli zigomi e agli occhi: in un sorriso di circostanza si alzano solo gli zigomi, mentre in uno genuino il muscolo orbicolare si attiva, coinvolgendo anche gli occhi.

5. Sì al contatto fisico al primo appuntamento

In un esperimento riportato da Jena Pincott, (biologa e autrice di molti best seller come “Perché gli uomini preferiscono le bionde”) fatto su mendicanti della strada, quando chiedevano solo una moneta, soltanto il 29% dei passanti faceva un’offerta. Quando invece la richiesta era accompagnata da un rapido contatto come sfiorare il braccio, la percentuale saliva a oltre il 50. In un esperimento condotto in  Francia, un ragazzo chiedeva il numero di telefono alle passanti: quelle a cui aveva toccato il braccio glielo hanno dato in percentuale doppia rispetto alle altre. Quindi un contatto lieve sembra essere favorevole alla seduzione.

Come mai tanto interesse? Vi chiederete. Lo scopo principale dell’essere umano è l’accoppiamento ed è per questo che esiste un forte interesse su questo argomento. Dal punto di vista psicologico, non vedo nullla di patologico ad interessarsi a questo. Basta non esagerare a voler ridurre tutto ad una serie di norme. La voglia di migliorarsi esiste in tutti i campi e spesso avere le informazioni giuste può davvero fare la differenza. Ma dobbiamo sempre ricordare che la realtà è ben diversa dagli esperimenti!

Bene, se vi è interessato questo articolo, a breve in arrivo la seconda parte con altre cinque tecniche di seduzione!

VIAWww.professionepsicologoroma.it
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Sono una psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e mi sono laureata nel 2002 presso l'Università La Sapienza di Roma. La mia passione per l'ambito clinico mi ha portato a frequentare diversi masters, tra cui quello dell'Università Cattolica del Sacro Cuore che mi ha dato la formazione teorica di psicologia e psichiatria ospedaliera. A questa esperienza è seguita quella pratica e interessantissima di collaborazione con l'Ambulatorio di Psicologia dell'Ospedale di Rieti, iniziata nel 2004 e terminata da poco. All'interno di questo servizio ambulatoriale è stato impostato un servizio di assistenza a pazienti oncologici, con percorsi psicoterapici strutturati e paralleli a quelli farmacologici. Contemporaneamente, sempre nel 2004, ho iniziato l'esperienza di Psicologa Responsabile del Centro Antiviolenza della Regione Lazio, che è andata avanti per 10 anni. Sono appassionata di Mindfulness e tecniche di rilassamento, su cui tengo dei seminari. Attualmente partecipo come relatore a convegni di Psiconcologia e seguo i miei pazienti presso gli studi di Roma e Rieti. Effettuo inoltre consulenze on line in tutta Italia e a italiani residenti all'estero.