Tav, il vertice a Palazzo Chigi

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Ieri mattina si è tenuto il vertice a Palazzo Chigi in merito a Tav.

Un argomento ed una tematica, forse l’unica, che ha fatto divergere le due maggioranze di governo, Lega e Cinque Stelle. Continua ad essere lo scoglio insormontabile, l’unico principio sul quale sembra impossibile trovare un accordo.

La Lega è a favore dell’alta velocità, il Movimento Cinque Stelle è schierato in maggioranza per il no.

L’impatto economico che l’investimento in Tav avrebbe sarebbe veramente notevole: si creerebbero moltissimi posti di lavoro, in un periodo in cui l’Italia risulta essere in recessione. La Tav vorrebbe dire, nel lungo periodo, un aumento del PIL, sicuramente, un aumento dei traffici e dell’export, nonché una maggiore facilità di comunicazione.

Una congiunzione che avverrebbe tra Italia e paesi limitrofi; ma, d’altra parte, se solamente si considera l’arretratezza economica in cui versano numerose periferie ed infrastrutture in Italia viene da chiedersi se non sia più opportuno investire tale denaro in migliorie di ogni sorta.

L’Italia è colma di infrastrutture fatiscenti, ma questo non vuol necessariamente dire che una grande opera debba essere bloccata. L’impressione che si ha è che il Governo attuale (ad eccezione della Lega), abbia veramente poco a cuore gli investimenti pubblici.

Si noti, a tal proposito, la piega che ha avuto il primo provvedimento che sta avendo attuazione proprio in questi giorni, il Reddito di Cittadinanza. Questa forma di sostegno alle famiglie in difficoltà economiche è solamente una soluzione temporanea al problema “povertà”. Non si creano nuovi posti di lavoro, si incentivano solamente le persone bisognose a trovarsi un’occupazione e, in caso negativo, a trovare un sostegno economico mensile.

Ma torniamo pure al Vertice di Palazzo Chigi di ieri sulla Tav. Chi ha preso parte a questo incontro? Toninelli, ministro delle Infrastrutture, secondo il quale la Tav “non è mai stata un’opera necessaria”; il premier Conte, neutrale; Matteo Salvini, favorevole alla Tav, e Di Maio, probabilmente schierato dalla parte della maggioranza dei Cinque Stelle, contrario quindi alla realizzazione dell’opera.

La Tav si farà oppure no? Dobbiamo attendere, ed in questi casi è praticamente impossibile realizzare un’analisi costi-benefici veritiera.