Volevate l’evidenza scientifica? Eccovela, in piena corsa 5G. Attesi vent’anni per 25milioni di dollari nel più grosso studio al mondo, il Dipartimento per la salute e i servizi umani degli Stati Uniti svela i risultati finali della ricerca che tutti attendevano. Da incubo: “la tecnologia wireless causa il cancro e danni al DNA con gravi tumori al cervello. Può portare a una serie di gravi malattie.” Il National Toxicology Program fornisce le prove scientifiche per riaggiornare le radiofrequenze in la Classe 1 (certezza cancro come amianto e tabacco), allineandosi agli esiti dell’Istituto Ramazzini: bando alle mistificazioni, gli effetti biologici dell’elettrosmog sono così dimostrati e per l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarà dura sfilarsi dall’incombenza, mentre la polemica sulla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti spinge 244 scienziati ad affermare che “l’ICNIRP non protegge la salute e non è in linea con le pubblicazioni peer-reviewed della comunità scientifica sugli effetti biologici o sanitari dei campi elettromagnetici”.

In Italia? Il 5G pare un viluppo di nodi di corda, da sciogliere entro la fine dell’anno tra interrogazioni parlamentari, diffide legali e dossier nelle mani dei ministri di Salute e Sviluppo Economico. Conquistate all’asta le nuove radiofrequenze, le multinazionali del wireless premono su Grillo e Di Maio: pretendono nel 2019 il decollo dell’ipercomunicazione di quinta generazione (1milione di dispositivi collegati per chilometro quadro), ma l’equivoco su Decreto Emergenza e 100 milioni di euro in favore del Wi-Fi presi dai tagli sulla fase sperimentale 5G (9 Smart City per ora coinvolte), scoperchia l’enigma sull’implementazione d’infrastruttura tecnologica (milioni di mini-antenne a microonde millimetriche) nel superamento dei limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica. “In Italia le emissioni standard sono di 6 volt per metro, mentre in Europa la media è di 29 volt per metro. Sono significativamente più basse e funziona come un indice di budget e noi con il 4G abbiamo raggiunto il limite in molte antenne. Per questo abbiamo chiesto al governo di incrementarlo”, utilizzando “migliaia di strutture già esistenti”.

Mentre in un tribunale inglese trionfa un’attivista anti-5G che informa l’opinione pubblica sul possibile pericolo per la salute pubblica (“la gente deve sapere”, dai togati di Newcastle), Report (Rai Tre) nei prossimi giorni tornerà ad occuparsi di elettrosmog come problema sanitario e un comitato trasversale di associazioni ed enti (tra gli aderenti, la ricercatrice Fiorella Belpoggi dell’Istituto Ramazzini) denuncia l’imperdonabile assenza di un dibattito sui rischi, lanciando il crowdfunding ‘Stop 5G e Principio di Precauzione: fermiamo un pericolo sanitario’ per “creare una nuova massa critica nella società civile aprendo un dibattito pubblico sui possibili effetti sanitari del 5G”. E qualcosa si muove pure in Parlamento. Un’interrogazione di Sara Cunial (M5S) chiede a Grillo e Costa di sapere “quali iniziative intendano assumere per evitare che l’esposizione superi i nuovi standard di esposizione massima totale dell’Unione europea su tutti i campi elettromagnetici per proteggere i cittadini, in particolare i neonati, i bambini e le donne in gravidanza”, mentre nelle domande a risposta scritta di Galeazzo Bignami (FI) si chiedono lumi sul dossier ‘5G, cittadini come cavie umane’, perorando l’adozione di “uno studio epidemiologico nelle aree maggiormente interessate dalla presenza di campi elettromagnetici”, favorendo iniziative “per sensibilizzare la cittadinanza e nuove generazioni sull’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici, con particolare riguardo agli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute psico-fisica”.

Insieme alle PEC di una petizione da 5.000 firme (“la Presidenza del Consiglio sospenda il 5G”) , sui tavoli ministeriali stanno arrivando le diffide legali redatte da (preoccupati) cittadini che intimano Di Maio a “sospendere qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G nelle città italiane in attesa della produzione di sufficienti evidenze scientifiche per giudicarne l’innocuità e in attesa della modifica rigorosamente precauzionale degli attuali limiti italiani per i campi elettromagnetici”. Al Ministro Grillo è poi finito il libro su elettrosensibilità, malattie e lati oscuri del 5G del giornalista Maurizio Martucci. “Sono tante già oggi (e troverà nel libro alcune loro strazianti testimonianze) le persone che non tollerano campi elettromagnetici anche di bassa intensità e che riporteranno molto probabilmente conseguenze devastanti dall’innalzamento elettromagnetico previsto col 5G. Fiduciosi che potrà esaminare il caso di politica sanitaria denunciato nel libro”. E’ pressing sul Governo!

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“. Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.