L’assessore al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, per esprimere adesione e sostegno alla sperimentazione di ‘smart working’ avviata dalla Regione Veneto, con il progetto Ve.La (lavoro veloce, agile leggero), sul modello delle grandi multinazionali.

Progetto finanziato con 700.000 euro dall’UE nell’ambito del programma Open Community 2020 per sperimentare nuove modalità lavorative, grazie a nuovi strumenti di lavoro e partner tecnologici che facilitino la condivisione e il lavoro in mobilità, oggi al centro della giornata formativa sul lavoro agile organizzata dalla Regione Veneto nella sede del Grandi Stazioni per i propri dirigenti.

Per l’assessore al lavoro del Veneto il lavoro ‘agile’ è “innovativo”, consente la “mobilità” e al tempo stesso la “condivisione di gruppo”, aiuta la produttività aziendale e il benessere delle persone, perché fa leva sulla responsabilizzazione individuale e incentiva la “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. È, quindi, uno strumento da esplorare con convinzione e da promuovere.

“Nelle grandi organizzazioni private il lavoro agile è innovativo, mentre nel pubblico impiego ci sono pregiudizi e luoghi comuni da superare – ha aggiunto l’assessore – ma una grande organizzazione pubblica come la Regione, in cui fattore di produzione principale è il capitale umano, deve facilitare il ricorso a questo strumento, perchè valorizza appunto il capitale umano”.

“Nello smart working – ha concluso l’assessore – le parole chiave sono motivazione, valorizzazione e benessere delle persone, ma anche ‘reputazione’: il lavoro ‘agile’ non è un alibi per i ‘furbetti del cartellino’, ma un modo nuovo e innovativo di lavorare, che va a beneficio delle persone ma anche dell’organizzazione aziendale, e quindi della produttività e della qualità dei servizi ai cittadini”.