Le imprese italiane a Torino dicono il loro sì alla tav e alle grandi infrastrutture

Sì alla Tav e agli investimenti nelle grandi infrastrutture. Questo è quello che hanno chiesto a gran voce le imprese italiane ieri a Torino nell’ambito dell’evento “Infrastrutture per lo sviluppo. Tav, l’Italia in Europa“. 11 organizzazioni insieme agli imprenditori si sono dati appuntamento presso le Ogr, officine delle grandi riparazioni ferroviarie, per parlare di sviluppo e futuro delle grandi, medie e piccole imprese. Hanno aderito a questa manifestazione Confartigianato, Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Cna, Legacoop, Confcooperative, Casartigianati, Ance, Confagricoltura e Confapi. Nonostante la diversità di queste realtà, all’evento torinese è emerso un dato inequivocabile che l’attuale governo giallo-verde deve tener conto. Le principali imprese italiane dicono sì alle grandi infrastrutture per garantire posti di lavoro e stabilità nelle aziende. Ma per realizzare questo è necessaria una politica lungimirante e non di tipo assistenziale.

La voce delle imprese italiane: alcuni interventi

Il fronte degli imprenditori scesi in campo ha puntato i fari sulle piccole e grandi imprese, sottolineando l’importanza strategica della Tav Torino-Lione. Tra questi è intervenuto il presidente di Confapi, Maurizio Casasco che ha affermato: «Serve una politica coraggiosa: quella di oggi non è lungimirante. In Italia non abbiamo soltanto il problema della Tav, ma anche dei porti. Per questo pensiamo sia importante investire in infrastrutture e diminuire i tempi della burocrazia». A proposito dei porti e del disastro di Genova la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, ha affermato: «I danni subiti da Genova in seguito al crollo del ponte hanno portato conseguenze sulla produttività del Paese. Ad oggi ci sono imprese in difficoltà che sono costrette a licenziare o che addirittura non stanno lavorando. Bisogna costruire le infrastrutture per l’economia del Paese».

Anche il mondo dell’artigianato ha detto il suo sì alle grandi imprese. «Il nostro export viaggia principalmente su ferro e su gomma – ha affermato il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti –. Anche per la nostra categoria le grandi opere servono. Non possiamo pensare a decrescere, ma dobbiamo guardare avanti con coraggio». Sulla stessa scia anche Daniele Vaccarino, presidente della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa): «Le grandi infrastrutture sono importanti sia per la grande economia, sia per il sistema delle piccole imprese. Non dimentichiamo però anche l’importanza delle manutenzioni su queste grandi opere».