Ormai viviamo un profondo fondamentalismo istituzionale che lascia trasparire tutta la sua capacità nel espletare le leggi a proprio piacimento. Eppure, per quanto possa essere tanto citata, la nostra Costituzione pare che non trovi la sua concretezza nelle istituzioni.

Se poi parliamo di scuola, ahimè, in questo caso si apre una profonda voragine che, ironia della sorte, mostra lacune sempre più ampie. La scuola dovrebbe essere la base principe dell’istruzione e l’insegnamento di determinati diritti e doveri.

Poi scopri che la mancanza sui diritti e doveri arriva proprio da una scuola elementare, precisamente dall’Istituto Comprensivo Corner di Fosso’ e Vigonovo, centri a ridosso delle province di Venezia e Padova, in cui circola da decenni un modulo per l’iscrizione dove si deve specificare la propria etnia: se sei sinti, rom, nomade o camminante.

Il modulo consegnato ai genitori ha fatto scattare l’immediata polemica sostenuta dalle famiglie che lo ritiene un “abuso e discriminazione gravissima”, mentre la direzione scolastica sostiene che l’atto “serve per favorire l’integrazione”.

Il dirigente del comprensivo Carlo Marzolo: “Le finalità del modulo erano quelle della maggior inclusione possibile e non certo il contrario. Lo stampato viene dato da 10 anni, ai genitori degli alunni che non sono già iscritti nell’anagrafe online. Le informazioni che noi raccogliamo – chiarisce il dirigente – hanno finalità istituzionali, tese a tutelare gli alunni e non a discriminali. Se il modulo dal punto di vista legale ha dei profili di illegittimità lo cambieremo sicuramente”.

Se la scuola è allo sbando totale, in preda a isterismi di carattere politico-sociale soprattutto, lo si può intuire anche dalle dichiarazioni imbarazzanti di questo dirigente “istituzionale”. Al quale andrebbe ricordato che gli Art.2, 3 e 34 della Costituzione Italiana parlano chiaro. Ancora più grave risulterebbe la divulgazione di moduli istituzionali che disertano le leggi vigenti. Allora mi chiedo: non sarebbe meglio rimandare a settembre il dirigente Carlo Marzolo? Magari in educazione civica.