Anche Roberto Saviano è intervenuto sulla questione delle due navi umanitarie con 49 migranti, ancora in mare da due settimane. Lo scrittore, poco fa, ha postato sul suo profilo Facebook un video in cui attacca duramente il vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini. Come è risaputo, non scorre buon sangue tra lo scrittore e il ministro e anche questa vicenda dei migranti “bloccati” in mare dal 22 dicembre ha portato Saviano ad esporsi contro la scelta del ministro di mantenere chiusi i porti italiani.

Saviano: «Non è vero che i porti italiani sono chiusi. Basta fare propaganda»

«Dal 22 dicembre i 48 migranti salvati dalle due navi umanitarie vengono rimbalzati da porto a porto perché nessuno vuole accoglierli. Il Sindaco di Napoli, di Palermo e altri sindaci in queste ore hanno proclamato i loro porti aperti, pronti per accogliere queste persone. I sindaci che stanno aprendo i porti delle città che amministrano si stanno occupando dei loro cittadini e non semplicemente degli stranieri, perché ogni volta che un diritto viene compromesso e si interviene a difenderlo, ci si sta occupando di tutti, anche dei propri cittadini. Il ministro dell’interno italiano (ndr Matteo Salvini) – continua Saviano – dice che i porti italiani sono chiusi. I porti italiani non sono chiusi: ancora una volta sta mentendo. Il dato lo fornisce il Ministero degli Interni stesso: dal 22 dicembre sono sbarcati 165 migranti e nel mese di dicembre in totale ci sono stati 359 sbarchi».

Saviano continua rivolgendosi direttamente al ministro Salvini: «Smettila di fare il pagliaccio sulla pelle delle persone, ricordati che sei un Ministro della Repubblica. È vero che l’Europa ha un comportamento drammatico, ignobile ma questo non giustifica il fare propaganda su 49 innocenti. Respingere queste persone non migliora la situazione di nessuno. Quindi, al ministro Salvini dico: basta pagliacciate, basta propaganda per le Europee, sii uomo, sii istituzionale e serio».

Infine Roberto Saviano conclude dicendo: «Di questa propaganda disumana, tra una fetta di pane e Nutella e una pizza, non ne possiamo più».