Sanzioni Iran. L’accordo del 2015 sul nucleare iraniano sottoscritto dai “5+1” (Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Russia e Francia + Germania) è stato unilateralmente ritirato dagli USA, nonostante l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, avesse confermato nei 12 rapporti realizzati dall’entrata in vigore dell’accordo il pieno rispetto delle regole da parte iraniana.

Mentre le istituzioni europee sembrano mettercela tutta nel cercare di aggirare le sanzioni Statunitensi strutturando meccanismi di transazioni internazionali libere dal giogo americano, arriva una strana ma non sorprendente avance: Trump concede la propria grazia all’Italia.

In teoria, quella che è giunta quasi due settimane fa, potrebbe sembrare di primo acchito una buona notizia. Nella pratica però fa risaltare un paio di questioni che varrebbe la pena prendere in considerazione.

In primis è palese ormai come siano gli Stati Uniti a dispensare giustizia, amministrando diritti e punizioni oltre i propri confini in modo del tutto transnazionale, senza alcuna legittimità giuridica, eccetto per il diritto di guerra. Ed è proprio in considerazione di ciò che sarebbe forse ora di capire come i rapporti Italia-USA siano in realtà rapporti fra Stato perdente e potenza vincitrice. Un rapporto lontano dalla parità.

In secondo luogo, è bene ricordare come questa grazia concessa da Trump al governo Conte, in realtà non è una vera esenzione dalle sanzioni, bensì un ritardo d’ingresso: vale a dire che le sanzioni ci saranno comunque contro il nostro paese se perseguirà i propri interessi nazionali con il partner iraniano, semplicemente verranno ritardate ed entreranno in vigore fra 6 mesi. Abbiamo quindi 6 mesi in più per adeguarci alla volontà statunitense prima che le sanzioni verranno aggiornate.

In ultima istanza è necessaria un’immersione nella prospettiva USA per capire la loro scelta.
Dando per consolidato che in politica internazionale le scelte non sono frutto di passioni o di spassionate amicizie, quale sarebbe l’interesse reale degli USA nello scegliere proprio l’Italia? Trump sarà un fan dell’espresso ristretto o della pizza napoletana?

In effetti l’Italia non è l’unica esente a livello mondiale. Infatti anche Turchia, India, Cina, Giappone, Grecia, Corea del Sud e Taiwan sono stati esentati.

Guarda caso, Grecia e Italia sono gli unici Stati europei a godere di questi 6 mesi di vantaggio.
Eppure la Francia è un partner più importante per gli USA, così come lo è anche la Germania. L’intuito vorrebbe che se ci fossero esenzioni da fare, si sceglierebbe l’alleato più forte.
Ma il terzo punto è proprio questo: per gli USA l’Unione Europea è una minaccia, un potenziale nemico da distruggere. Quindi per gli USA, la Germania e la Francia sono alleati solo da un punto di vista formale dato che de facto sono i Paesi che più di ogni altro trainano l’integrazione europea. Quindi per annientare un futuro rivale sul nascere, ovviamente si mira al suo ventre molle. In questo caso il ventre molle siamo noi e i nostri vicini greci. Questa grazia Trumpista, oltre che essere umiliante, non è nulla di cui andare fieri dato che rimarca la nostra posizione di ultimi e di vinti.
Italia e Grecia sono i due anelli deboli dell’Unione.
Esse sono pedine fondamentali nello scacchiere militare americano: colme di testate nucleari americane e basi militari, con due debiti pubblici altissimi, una credibilità finanziaria non proprio ammirevole e un governo Conte che al momento sembra volersi distanziare dalle direttive Europee.

Tenersi amica la Grecia è inoltre importante per tenere a bada le aspirazioni sovraniste di Erdogan in Turchia e per arginar le espansioni russe e cinesi che su Atene che sui suoi porti hanno già messo gli artigli.
Italia e Grecia, due Paesi entrambi molto ricattabili, sull’orlo del baratro e geo-strategicamente fondamentali per gli USA.
Le prede perfette da abbindolare con due biscotti e quattro ciondoli.

(Nel 1616 i Nativi Canarsee accettano di buon grado di vendere l’isola di Manhattan ai coloni in cambio di gingilli dal valore di 24$ attuali)

Quando si riceve una grazia, va compreso sempre se si tratti di un vantaggio per il mittente o per il destinatario.

Che gli europei stiano attenti.