Sabato 30 marzo bloccheremo Torino

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Molto il rancore da parte degli anarchici per l’arresto di 6 membri del loro clan, finiti al fresco con l’accusa di associazione sovversiva. Ma questa rabbia non è finita, anche dopo il venir meno dell’imputazione da parte del tribunale del riesame.

Dopo la caduta dell’imputazione per i sei anarchici, due di questi son tornati in libertà, mentre gli altri quattro sono sottoposti a misure cautelari per reati di minore entità.

Il 9 febbraio 2019, infatti, la città di Torino è stata sovvertita da disordini, ad opera degli anarchici. Oggi, invece, la minaccia si fa strada sul web.

“Se qualcuno pensava che sarebbe finita qui, sabato 30 marzo bloccheremo la città”, esclamano gli anarchici. Continuano “Pensano che tutto si cancelli con un mezzo esito positivo di una delle tante udienze di riesame che affrontiamo? L’Asilo è stato sgomberato per farne un buco nero circondato da celere in attesa di finanziamenti per il sordido profitto dei padroni della città e il gaudio della sceriffa penta-stellata. Pensa costei che tutto si cancelli solo perché da qualche stanza della questura le hanno detto di essere più prudente con le dichiarazioni?”.

Le recenti dichiarazioni degli anarchici contro il sindaco di Torino, Chiara Appendino, hanno spinto la prefettura a mettere il primo cittadino sotto scorta. Tra gli obbiettivi degli anarchici, infatti, ci sarebbe anche il negozio gestito dal marito della stessa Appendino. Il provvedimento della Prefettura è stato quindi necessario.

I manifestati lato anarchico si sono dati appuntamento proprio oggi, martedì grasso, davanti all’esercizio commerciale del marito del sindaco Appendino, in modo da dar vita ad una sorta di sit in.

Non è la prima volta che le proteste anarchiche si insinuano contro l’attuale maggioranza ed i partiti al governo: già il 22 febbraio 2019 è apparsa sui muri della città di Parma una scritta contro Salvini: “Spara a Salvini e mira bene”. E nel luglio del 2018 una scritta recitava così: “Non sparate a Salve, sparate a Salvini”.

Tempo fa, Paolo Grimoldi, deputato della Lega, segretario della Lega Lombarda e Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, mise tutti sull’attenti: “Sono preoccupato per l’escalation di minacce e di attentati nei confronti della Lega, delle sue sezioni e di Matteo Salvini, cui va tutta la mia vicinanza e il mio sostegno per la vile e inquietante scritta apparsa a Parma. Conosco Matteo, so che andrà sempre avanti senza farsi intimidire, per fare il suo lavoro nell’interesse di tutti gli italiani. Ma sono preoccupato per tutto quanto sta succedendo e mi faccio una domanda: c’è un unica regia dietro queste scritte, dietro i fantocci bruciati nelle piazze, dietro i volantini che riabilitano le BR e la lotta armata, dietro agli attentati alle sedi della Lega in tutto il Nord?”.