Sta facendo tanto discutere il tweet dell’ex cestista statunitense Mike James, in cui racconta di essere stato fermato a Milano dalla Polizia che gli avrebbe intimato di scendere dall’auto puntandogli l’arma. La motivazione, secondo l’atleta, è di tipo razziale.
Ma andiamo con ordine. La Questura di Milano ha smentito che si trattasse di agenti della Polizia di Stato. La conferma invece arriva dal Comando dei Carabinieri. Si trattava infatti di militari della Compagnia di intervento operativo, che indossano una divisa simile a quella del Reparto Mobile della Polizia di Stato. Secondo il Comando dei Carabinieri e stando anche al video diffuso sul web, nessuno dei militari presenti avrebbe impugnato l’arma, così come raccontato da Mike James.
Ennesima strumentalizzazione contro le divise, che trova in Mike James un “testimonial” d’eccezione?
Sulla vicenda si è espresso il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap).

«Se i Carabinieri della Compagnia di intervento operativo di via Lamarmora, fossero stati dotati di una telecamera sulla divisa, la polemica relativa alla condotta dei militari denunciata dal campione di basket Mike James, sarebbe sfumata sul nascere. Probabilmente – dice Paoloni – si è trattato di un normale controllo dove i militari avranno certamente utilizzato le tecniche operative più appropriate rispetto al contesto, finalizzate anche alla salvaguardia della loro incolumità. Nel video diffuso in rete non risulta che qualcuno fosse con l’arma in pugno, per non parlare del fatto che puntare l’arma durante un controllo, per ragioni di sicurezza, non è vietato. Accusare le forze di Polizia – prosegue  – soprattutto sul web, oramai è una tendenza che lascia spazio ad ogni tipo di polemica strumentale e soprattutto false denunce. Per questo motivo, come Sap, da anni chiediamo la dotazione di telecamere su divise, auto di servizio e celle di sicurezza, per documentare ogni istante dei nostri interventi e conseguenti reazioni. Le telecamere – conclude – sono un valido strumento di verità che, oltre a garantire la trasparenza dell’operazione, evitano situazioni di questo tipo non prestando la spalla a chi ama cavalcare l’onda dei presunti abusi da parte delle Forze dell’Ordine».