BRINDISI- Ad oggi Annalina M., 46 anni, originaria di Brindisi, è una donna “invincibile”, come si definisce lei stessa, “indistruttibile”, con un corpo rimesso in ordine, forte e ben curato. Non solo, ha due bambine e una vita soddisfacente che la appaga, ma non è stata sempre così. All’età di 26 anni, infatti, dopo essere stata abbandonata senza un motivo a poche settimane dalle nozze da quello che avrebbe dovuto essere il suo futuro marito, Annalina è arrivata a pesare 38 chili, a digiunare per lunghi periodi, e a comprare indumenti per bambini tanto il dolore l’aveva annientata.

Lei, ancora giovanissima ma da sempre determinata, pittrice poliedrica con all’attivo esposizioni sia nella propria città che fuori, con una vita progettata alla perfezione, è stata di colpo schiacciata dal peso di un fallimento di cui si sentiva responsabile.

“Il trauma è stato fortissimo – ci racconta oggi, con la serenità di chi guarda al passato senza timore. – Da lì a poco, giorno dopo giorno, senza che me ne rendessi conto, arrivai a pesare 38 chili, fino a non riuscire a stare in piedi per la troppa stanchezza”.

Nel ’99, della ragazza iperattiva, solare e ambiziosa che tutti conoscono, è rimasto solo il nome, il suo fisico si è invece trasformato: la denutrizione ha cancellato dal corpo la donna cominciando dalla perdita del ciclo, dalle ossa sporgenti, per passare all’indebolimento di capelli, unghie e articolazioni. Il peso e la magrezza sono diventati per lei un’ossessione, spingendola a perdere anche un chilo al giorno.

“Quando mi guardavo allo specchio, paradossalmente vedevo un’immagine distorta da quella che vedevano gli altri. Nella mia testa ero leggermente più magra, nulla di più.”

Chi le ha voluto bene, notando l’eccessiva magrezza, ha fatto di tutto per aiutarla.

“Non mi rendevo conto di nulla,- continua – Ho avuto la fortuna di avere attorno gente che mi ha amata, ma questo non bastava. Perché ogni giorno era sempre peggio e odiavo chiunque mi dicesse che ero troppo magra, perché io non mi vedevo affatto così.”

A salvarla da quel lento morire, sua madre. La donna, ricoverata in ospedale per una pancreatite acuta, ha rinunciato perfino ad essere intubata dichiarando che non avrebbe accettato le cure finché la figlia non avesse ripreso a mangiare anche lei. Quelle parole hanno destato l’animo di Annalina a tal punto da spingerla a chiedere aiuto e ricominciare a nutrirsi, dopo mesi, con spicchi di frutta e omogenizzati. Mamma e figlia insieme sono riuscite a vincere in ospedale la battaglia più importante di tutte, quella per la vita.

La rinascita è stata lunga e faticosa, il miglioramento graduale e lento, soprattutto per Annalina. Sul suo corpo gli strascichi della malnutrizione sono durati per anni. Dopo il ricovero in ospedale, ha faticosamente riconquistato la sua vita, tornando a viaggiare e fare l’artista di strada. Ha conosciuto il padre delle sue due figlie e si è sposata. La felicità vera è durata 12 anni. Il conflitto con il proprio corpo e con il cibo si è riacceso nel 2012, subito dopo la morte improvvisa del padre, avvenuta a causa di un infarto, e la separazione dal marito. Per Annalina è stato come ritornare al punto di partenza, riscoprirsi di nuovo 26enne, troppo magra, sempre stanca e con nessuna voglia di opporsi a quel defluire della vita che scivola via. Accanto a lei però questa volta ci sono le sue due bambine, 4 e 7 anni, da accudire. Sono state proprio loro, vedendo la loro madre a letto, priva di forze e sofferente, a chiederle di reagire. Da lì la chiamata al consultorio che ha quindi aperto ad Annalina un nuovo percorso di cure con l’aiuto di diversi professionisti. L’amore incondizionato per le sue figlie, la paura di non farcela e quindi di lasciarle da sole, ha spinto Annalina a prendere il coraggio a due mani e amarsi di nuovo.

“L’amore per le mie figlie è stato più forte di quel mostro. Questa malattia ti distrugge senza che tu te ne renda conto. Lavora lenta. E’ subdola. La immagino come un mostro che sta lì a osservarti, nutrendosi delle tue debolezze e delle tue paure. Ti illude. Ti offusca gli occhi e il cervello. Ti isola”

Annalina adesso si sente una donna invincibile, conduce una vita sana, si allena e il suo rapporto con il cibo è perfetto. Parlando delle sue bambine, dice: “Mi vedono come la donna più forte del mondo”. E continua: “Insegno a loro che la via è una sola, che devono essere felici, a non pensare di essere sbagliate, o inferiori a nessuno. Il nostro corpo è una bellissima tela, che possiamo decorare a modo nostro con i colori che vogliamo e le forme che ci piacciono.”