Sia il clima che la salute umana migliorerebbero fortemente se il mondo cambiasse le proprie abitudini alimentari. Bilanciare infatti il regime alimentare, introducendo proteine alternative e limitando il consumo di carne, potrebbe ridurre drasticamente, di circa un quarto, le emissioni di gas serra, e potrebbe al contempo ridurre del 5% le morti prevenibili ogni anno, con milioni di vite risparmiate. E’ questo lo scenario che emerge da uno studio del World Economic Forum, che dimostra come il bilanciamento del consumo di carni con fonti proteiche alternative può portare a benefici significativi sia per la salute umana sia per l’ambiente. Per quanto riguarda la salute dell’uomo, lo studio dimostra che passare dal consumo di manzo a quello di proteine alternative potrebbe ridurre il totale dei decessi legato alla dieta alimentare del 2,4%, raggiungendo il 5% nei Paesi più ricchi. Allo stesso tempo, in termini di impatto ambientale, i dati del 2010 rilevano come la sola produzione di carne di manzo sia responsabile del 40% delle emissioni di gas serra legate al cibo. La ricerca evidenzia quindi la forte differenza della produzione di gas serra derivata dalla carne rispetto alle altre fonti proteiche: se il manzo ha infatti un’intensità di emissione pari a 23,9 kg di CO2 per un equivalente di 200 Kcal, altre fonti proteiche come fagioli, insetti, grano e nocciole emettono circa 1 kg di CO2 per un equivalente analogo di valore nutrizionale. Altre fonti proteiche quali tofu, maiale, alghe e pollo producono invece dai 3 ai 6 kg di CO2 equivalenti.n particolare, lo studio analizza 13 fonti di proteine che includono: manzo, maiale e pollo; frutta e vegetali che possono essere consumati freschi o lavorati, come fagioli e piselli; sostituti proteici non animali lavorati come tofu, prodotti di glutine di frumento o microproteine; nuovi prodotti come carne di coltura, insetti e alga spirulina. Lo stesso per quanto riguarda uno studio condotto dall’università di Oxford di qualche tempo fa: solamente una dieta più equilibrata, nella quale il consumo di carne fosse ampiamente limitato, a favore di frutta e verdura, basterebbe per evitare 5,1 milioni di decessi nei prossimi 35 anni. Cifra che salirebbe a 7,3 milioni se si adottasse una dieta vegetariana e a 8,1 milioni se si scegliesse di diventare vegani. In termini concreti, secondo i ricercatori inglesi bisognerebbe almeno aumentare, da subito, del 25 per cento i consumi di frutta e verdura, e diminuire del 56 per cento quelli di carne rossa. Ciò comporterebbe inoltre ricadute benefiche anche per le casse pubbliche di tutti i paesi: lo studio stima infatti che si potrebbero risparmiare – in funzione dei diversi scenari – tra 735 e mille miliardi di dollari all’anno. Ciò perché si eviterebbero molte cure finanziate oggi dai servizi sanitari nazionali. “Sarà impossibile soddisfare in modo sostenibile la domanda futura di carni a livello mondiale. Ciò che questo studio dimostra è che può invece essere possibile produrre abbastanza nutrimento per 10 miliardi di persone nel mondo e migliorare la salute delle persone anche senza eliminare la carne totalmente, ma a patto di utilizzare produzioni innovative e di adottare uno stile alimentare vario e bilanciato”, sottolinea il Managing director del World Economic Forum, Dominic Waughray. Da qui anche il richiamo agli allevatori all’utilizzo di mangimi innovativi per gli animali, a partire dagli insetti. Anche secondo il direttore generale del WWF International, Marco Lambertini, “i dati sono chiari: il nostro sistema alimentare deve essere trasformato per il bene del Pianeta ed il futuro dell’umanità. E ciò va fatto con urgenza perché noi – avverte – siamo l’ultima generazione che possa fare qualcosa prima che il sistema collassi”. Identificare fonti alternative di proteine che siano salutari, nutrienti e rispettose dell’ambiente – considerata la crescente domanda di carne a livello planetario – è “un must”:il WWF, conclude Lambertini, “sosterrà ogni sforzo perché si vada nella giusta direzione”.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.