Una dura stoccata all’operato del governo gialloverde e più in generale all’Europa in materia di immigrazione giunge per bocca del neo Alto Commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet. Aprendo il Consiglio Onu per i diritti umani a Ginevra il !0 settembre, ha dichiarato “Il governo italiano ha negato l’ingresso di navi di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e di altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte persone già vulnerabili.” – ha poi aggiunto – “Anche se il numero dei migranti che attraversano il Mediterraneo è diminuito, il tasso di mortalità per coloro che compiono la traversata è risultato nei primi sei mesi dell’anno ancora più elevato rispetto al passato”.

Il riferimento ai casi Aquarius e Diciotti non sembrano certo velati. La risposta della principale figura dell’esecutivo gialloverde, ossia il Ministro dell’interno Matteo Salvini, non si è fatta attendere. Salvini ha definito l’Onu un organismo “prevenuto e disinformato” e smentendo l’allarme razzismo paventato dall’Alto Commissario. Nella giornata di oggi è arrivata una dichiarazione della Farnesina, dove si smentisce un presunto allarme razzismo nel nostro Paese. Salvini per l’ennesima volta sembra non riconoscere un problema reale che si sta purtroppo diffondendo nella penisola, con varie aggressioni ai danni di persone di etnia Rom ed africana. La situazione è così grave che ha portato l’Alto Commissario Bachelet a dichiarare: “Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom”. Come suo solito Salvini ha risposto citando i numeri dei migranti accolti dall’Italia senza aiuti da parte degli altri stati, e per quanto questo sia un dato di fatto ciò non può giustificare certe dichiarazioni pubbliche fatte da figure politiche, poiché dannose nel montare un clima d’odio che ha raggiunto livelli tali da richiedere l’intervento dell’Onu. E’ innegabile che la gestione migranti in Italia nel passato non sia stata delle migliori e che sia mancata l’assistenza da parte degli altri Paesi, che il nostro Paese abbia accolto un gran numero di migranti negli anni, ma i modi e soprattutto i toni devono essere altri.

Nel discorso di apertura, la Bachelet ha dichiarato inoltre la sua intenzione di inviare personale non solo in Italia, bensì anche in Austria, per monitorare “gli sviluppi recenti”. Ha definito preoccupante lo scoppio di violenza anti migranti in Germania, e disturbante l’idea che l’Unione Europea attui le regional disembarkation platforms, metodo che prevederebbe l’accoglienza dei migranti in centri dislocati in paesi africani (Libia, Chad, Mali e Sudan alcuni degli stati ipotizzati) dove si procederebbe poi ad una divisione fra richiedenti asilo legittimi e non. Le preoccupazioni dell’Alto Commissario risiedono nel fatto che questi paesi abbiano dei sistemi di protezione deboli. Un’altra critica ai paesi europei  riguarda i metodi di rimpatrio: “Dare priorità al ritorno dei migranti dall’Europa senza assicurarsi che i diritti umani siano rispettati non può considerarsi una risposta efficace”.

Senza entrare troppo nel merito dell’Onu come IO, coi suoi vari scandali e Paesi membri dove spesso i diritti umani non vengono rispettati o dove ancora si attua la pena di morte, il discorso di apertura è andato certamente a toccare punti fondamentali in merito a cui devono essere date delle risposte: quale sarà il futuro dei flussi migratori verso l’Europa? Essendo una migrazione regolare ad oggi impossibile e visto che una revisione del Trattato di Dublino è virtualmente impossibile, il metodo che pare verrà attuato dall’UE non risolverà certo il problema: i numeri di migranti e bisognosi che arriveranno sulle nostre coste potrà anche diminuire, ma ciò che non diminuirà è il numero dei morti, con la sola differenza che invece che morire nel Mediterraneo moriranno nei centri detentivi in Africa.