Non vogliamo le vostre speranze, vogliamo che vi uniate a noi.

Comincia così il contributo della giovane attivista Greta Thunberg, pubblicato oggi su Faz online, in occasione della prima manifestazione globale per il clima. L’inquinamento legato inevitabilmente ai cambiamenti climatici deve diventare un fondamentale punto di attenzione, se non si vuole portare il pianeta verso la distruzione.

Gli oceani stanno morendo, l’aria sta peggiorando, le foreste si stanno desertificando. Dai pesci alle piante, dalla fauna agli esseri umani, stiamo uccidendo il pianeta che ci sostiene, e lo stiamo facendo velocemente. La causa principale della distruzione della natura si chiama cambiamento climatico. Questo sciopero viene fatto oggi – da Washington a Mosca, da Tromso a Ivercargill, da Beirut a Gerusalemme, da Shanghai a Mumbaiperché i politici ci hanno abbandonato, ha scritto l’attivista sedicenne svedese sul principale quotidiano tedesco, insieme al volto tedesco della protesta Luisa Neubauer.

I politici conoscono la verità sul cambiamento climatico

e ciononostante hanno ceduto il nostro futuro agli approfittatori, il cui desiderio di denaro veloce minaccia la nostra esistenza, prosegue il testo pubblicato sull’edizione online di una delle principali testate tedesche.

In Italia la giornata dedicata ai cambiamenti climatici ha coinvolto 182 piazze da Nord a Sud. Mentre, sono 150 i paesi, dove gli studenti sono scesi in piazza per lo Strike4Climate. Dopo tanto tempo, qualche attenzione arriva anche dalle istituzioni, dove proprio il Presidente Mattarella, durante la commemorazione della tempesta in Veneto, pochi giorni fa, ha sottolineato, che Siamo sull’orlo di una crisi globale. Salvare il clima per salvare le vite. Occorrono misure concordate a livello globale.

Nel 1979, lo scienziato inglese James Lovelock propose l’Ipotesi Gaia, un teoria secondo la quale il pianeta Terra sarebbe un unico grande organismo vivente. In questa visione, la flora e la fauna planetaria sarebbero parte di questo organismo, un po’ come se fossero le cellule che ne permettono la vita, e noi, esseri umani, faremmo parte di questo organismo.

Se consideriamo plausibile questa teoria e prendiamo

 in considerazione gli allarmanti dati sulle morti di massa animali che si stanno verificando da qualche anno, allora dovremmo concludere che il pianeta Terra sta morendo. L’ecatombe marina riguarda non solo i pesci, ma anche tartarughe, delfini e polpi.

Nel Golfo del Messico, nel 2014 è stato registrato un numero record di tartarughe e delfini morti. A Singapore sono state stimate circa 160 tonnellate di pesci morti. In Cina, il fiume Fuhe mostrava 40 km di pesci morti che galleggiavano sulla superficie. Senza contare i casi registrati in Grecia, Armenia, India, Canada, Australia, Nord e Sud Inghilterra, Colombia, Costa Rica, Bulgaria, Honduras, Argentina, Danimarca, Brasile, Panama, Iran, Irlanda, Sri Lanka ecc. L’uomo sta distruggendo la sua terra. Dobbiamo cercare di cambiare abitudini.

Un elemento legato al cambiamento climatico e senza

dubbio l’inquinamento di ogni genere. Vanno ricordati dei dati significativi di pochi giorni fa, di un vasto studio pubblicato sull’European Heart Journal, dove l’inquinamento uccide più del tabacco, e fa il doppio delle vittime rispetto a quanto stimato finora (8,8 milioni nel mondo in un anno, pari a 120 morti ogni 100 mila persone; le sigarette uccidono 7,2 milioni di persone in un anno), principalmente contribuendo a causare malattie cardiovascolari; sono 790.000 le morti stimate per l’intera Europa (133 ogni 120 mila persone) in un anno (dati 2015) e 659.000 decessi per l’UE a 28 (129 ogni 100 mila).

E’ emerso che le morti da inquinamento sono nel 40-80% dei casi per malattie cardiovascolari (CVD), il doppio che per malattie respiratorie. Non usa mezzi termini il responsabile dell’area scientifica Fisica della terra del Centro internazionale di fisica teorica di Trieste (ICTP), Filippo Giorgi, per mettere in guardia dai rischi per la popolazione per il cambiamento climatico in corso: “Con “un trend di riscaldamento globale assodato, il pianeta si salva lo stesso, non muore. Sopravvivrà anche con l’innalzamento della temperatura o con più uragani. Il punto è salvare noi stessi, la società come la conosciamo. Il clima non danneggia il pianeta, ma noi. E per salvarci occorre attivarsi da subito, riducendo le emissioni di gas serra per abbatterle del 70-75% nei prossimi 30 anni.

Intanto, è stato confermato, che sarà la Cina ad ospitare le celebrazioni per la Giornata mondiale dell’Ambiente del 2019, il prossimo 5 giugno con al centro il tema dell’inquinamento dell’aria. L’annuncio è stato dato durante l’assemblea per l’ambiente delle Nazioni Unite, in corso a Nairobi, con la firma del capo della delegazione cinese, il vice ministro per l’Ecologia, Zhao Yingmin. Il Governo cinese, che ha recentemente pubblicato un rapporto su 20 anni di controllo dell’inquinamento dell’aria a Pechino, si è impegnato per celebrare la giornata in diverse città, con Hangzhou che ospiterà l’evento principale.

La Cina – ha spiegato il numero uno dell’Onu per l’ambiente, Joyce Msuya – ha dimostrato notevoli capacità nella gestione dell’inquinamento atmosferico nel proprio Paese. Adesso può aiutare il mondo a migliorare le proprie azioni, guidando la spinta verso comportamenti a livello globale che possono salvare milioni di vite.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.