di Daniela Sacchi

Trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere, diceva Piero Calamandrei. Consapevoli che solo la scuola può trasformare il popolo bue in popolo sovrano, i padri costituenti hanno saggiamente interpretato il diritto allo studio nell’accezione più ampia possibile, coniugandolo con il principio di uguaglianza. L’istruzione è un diritto garantito costituzionalmente dall’art. 34 (“la scuola è aperta a tutti”) in linea con l’art. 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali dinanzi alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Ma dal 10 marzo in poi, alcuni cittadini rischiano di essere meno uguali degli altri: i bambini non vaccinati non potranno proseguire a frequentare gli asili nido e le scuole materne. Il ministro della Salute del governo uscente, Beatrice Lorenzin, replicando a una domanda sulle iniziative di alcune Regioni per permettere ai bambini non in regola con l’obbligo vaccinale di poter finire l’anno scolastico, ha fatto la voce grossa: applicazione pedissequa della legge, e sanzioni solo per le famiglie che non hanno voluto vaccinare i figli “per motivi ideologici”. E a molti sono venute le bolle. Reazione avversa all’intolleranza.

Il popolo bue in ritardo con i vaccini ha chinato la testa ed è corso a vaccinare il figlio. A mettersi in fila davanti alle ASL alle 7 del mattino. Salvo poi tornare a casa alla fine della mattina con le pive nel sacco, perché non ce l’ha fatta: ASL al collasso e liste d’attesa infinite.
Diversa la reazione del popolo sovrano in ritardo con i vaccini. In questo popolo si mischiano varie identità. Ci sono i no-vax tout court, che di vaccini non ne vogliono sapere nulla. Ci sono i free-vax, spiriti liberi ad oltranza, che rifiuterebbero anche la Nutella se fossero obbligati a mangiarla. E poi ci sono i cristiani qualunque, che non hanno nessun motivo particolare per avercela con i vaccini, ma s’interrogano sull’obbligo di farne improvvisamente dieci se si registra un aumento dei casi di una sola malattia.

Di fronte a quest’obbligo, i cristiani qualunque cominciano ragionevolmente a sospettare. A esitare. A informarsi. Ad andare oltre la propaganda a cui si ferma il popolo bue. Ma se lo fanno, insieme ai no-vax e ai free-vax vengono additati come complottisti, oscurantisti, asini, propagatori di fake news, nemici giurati della scienza. E soprattutto, colpevoli di reato di opinione, chiaramente identificato dalla ministra: sanzioni solo per chi non ha vaccinato per motivi ideologici.
Qui i conati scattano un po’ a tutti, no-vax, free-vax e cristiani qualunque. Conati di avversione per ciò che sinistramente richiama alla mente la censura in epoca fascista: oscuramento della libertà di opinione e persecuzioni di coloro che esprimono idee diverse dal pensiero ufficiale.
E poi c’è un altro aspetto. L’Italia ha insegnato qualcosa al mondo, aprendo la strada all’inclusione scolastica per i portatori di handicap, grazie ai lavori della Commissione Falcucci, fin dal lontano 1977.

Nel 1992, la legge 104 ha stabilito che tutti gli alunni hanno il diritto di ricevere una formazione adeguata e completa, specificando che anche al bambino da 0 a 3 anni con disabilità deve essere garantito l’inserimento negli asili nido. La L.104, pertanto, stabilisce che il diritto all’integrazione e all’inclusione dev’essere garantito anche ai bambini più piccoli. Grandissima conquista!
Tutti a scuola per diventare popolo sovrano, tranne i bambini non vaccinati per motivi ideologici. E’ questa la scuola diversamente inclusiva proposta dalla Ministra Lorenzin.