CONTRA TENEBRAS

L’educazione è un valore che permette una migliore relazione tra individui ed una corretta convivenza determina una comunità civile prospera dal punto di vista sociale, economico, culturale, scientifico, politico e religioso e, conseguentemente, persone singole che serenamente vivono, essendo edificate ed al contempo edificando sé stessi e gli altri all’interno della famiglia e delle varie agenzie, pubbliche e private, impegnate nella scuola, nel lavoro, nella politica e nella professione religiosa.

La stessa educazione si propaga attraverso l’applicazione di regole condivise con le quali si  assicurano il rispetto degli uni verso gli altri nelle molteplici relazioni.

Il corretto modo di rapportarsi si fonda su parole espresse con proprietà e cortesia, su gesti che vengono scambiati con generosità o lealtà e su una maniera, di presentare la propria o altre persone, consonante e rispettosa dei  vari momenti e delle varie situazioni di vita in modo da proteggere le giuste aspettative di ognuno che per qualsiasi ragione si trovi a frequentare ambienti pubblici o privati.

In più qui si afferma che non esistono più etiche ma una sola etica che sempre deve guidare le scelte ed i comportamenti di tutti e che qui si vuole, se non definire completamente data la vastità, almeno delimitarne confini da non oltrepassare anche allo scopo di stabilire un costante monito a rammentare che l’etica in ogni circostanza ed in ogni momento debba essere ricercata.

Invece nell’epoca contemporanea occorre rilevare una grande deregolamentazione nel modo di vestire delle varie individualità e ancor più si deve ammettere una perniciosa circolazione di immagini visibili all’interno o da luoghi pubblici, tutte che possono indurre a fraintendimenti oppure a creare sconcerto o addirittura offendere proprio perché possono essere, volontariamente o no, viste da altre persone.

Come già spiegato, le relazioni sociali per una comunità, per la sua sussistenza e crescita armoniosa, sono fondamentali; sono altresì decisive per l’integrazione nella società, per lo sviluppo ordinato e per la vita dell’individuo, in tutte le sue tappe naturali dettate dall’età. È doveroso chiarire che relazioni sociali impostate correttamente, tra giovani maschi e giovani femmine, formano famiglie solide e feconde che assicurano un lungo futuro alla comunità.

Non di meno è urgente creare condizioni affinché tutti esperimentino una minore vicinanza agli aspetti materiali e corporei per riscoprire gli aspetti spirituali e trascendenti, in realtà maggiormente necessari all’essere umano, complessità fisica, psichica ma soprattutto emozionale e, appunto, spirituale.

Esigenze poi di sicurezza dell’incolumità dei cittadini impongono che ognuno possa essere inequivocabilmente identificato dal proprio volto che quindi deve essere, per tali motivi, sempre il più possibile scoperto con il fine di dare maggiori possibilità di identificazione dei responsabili di azioni perseguibili penalmente.

Su tutto questo il presente regolamento vuole intervenire, perseguendo le finalità sopra esposte. Con tali premesse e motivazioni si promulga quanto segue:

In aree pubbliche o distinguibili da ambienti pubblici le modalità d’abbigliamento delle persone devono rispettare le seguenti prescrizioni, che, se contravvenute, saranno passibili di sanzioni pecuniarie da un minimo di 500,00 euro ad un massimo di 50.000,00 euro da irrogarsi a ciascuno che non le rispetti, con l’obbligo di rimettersi in regola entro un’ora dalla verbalizzazione dello stato illecito. Delle sanzioni comminate a minori sono responsabili, in solido, i genitori.

Sempre ammissibili cappelli, berretti ed occhiali, sempre visibile la parte della faccia che circonda gli occhi e gli occhi stessi, il volto deve essere sempre interamente scoperto, tranne nelle  situazioni climatiche invernali o durante gravi stati di salute, la cui documentazione deve essere portata con sé, per essere esibita su richiesta degli Organi di Polizia Urbana.

L’abbigliamento non deve essere aderente al corpo, tanto meno attillato. Le uniche parti del corpo scoperte ammesse sono: collo dall’altezza delle spalle in su; braccia dalla fine del deltoide sino a tutte le mani; gambe da sotto le ginocchia sino ai piedi. Sono permesse vesti trasparenti solamente sopra le parti del corpo che questa normativa prevede possano rimanere scoperte. L’altezza dei tacchi delle calzature non può superare i 4 cm..

Specifiche e strette dispense possono essere previste in strutture sportive, in cui potranno essere ammessi pantaloncini corti sino alla fine del femore. Nelle piscine, un costume ad un pezzo deve coprire torace, ombelico e zona pelvica. Comunque gli indumenti dovranno essere comodi e non attillati. Dispense dello stesso tipo possono essere emanate dall’Amministrazione per località balneari. Le deroghe devono essere emanate dalle Amministrazioni Comunali e affisse nelle ubicazioni acciò predisposte prima dell’inizio delle attività. Le stanze adibite a spogliatoio, devono essere utilizzate separatamente, tra maschi e femmine, e all’interno di esse non vige il presente regolamento.

Gli ambienti privati non sono sottoposti al presente regolamento. Sono considerati privati solo gli ambienti in cui risiedono una sola persona o più persone legate da vincoli familiari o affettivi iscritti nelle anagrafiche municipali.

Alle stesse norme sopra specificate è soggetta qualsiasi immagine inanimata, fissa o mobile, diffusa con qualsiasi modalità, visibile in o da zone pubbliche. Le sanzioni prescritte saranno attribuite ai responsabili che hanno diffuso tali immagini in base alla Legislazione sull’editoria. Sono esenti dalle presenti prescrizioni gli oggetti riconosciuti come artistici dalle autorità governative competenti.