Sulla questine venezuelana leggi il precedente articolo

Juan Guaidò, longa manus degli USA contro Nicolas Maduro, vicerè dell’asse Mosca-Pechino: uno scenario a dir poco raccapricciante per la miserabilità delle scelte a disposizione.

Ma oltre alla questione di cosa possa essere un bene o un male per il Venezuela, sorge un altro problema per tutti noi altri:

1) riconoscere come legittimo presidente un soggetto politico che, in una repubblica presidenziale (dove il presidente viene eletto direttamente dall’elettorato) non si è nemmeno presentato alle elezioni, che tipo di precedente costituisce?

2) e invece congelare i fondi di uno Stato, investiti in banche estere (come la Deutschebank o la Bank of England) per fini politici, come appunto appoggiare o meno un capo di governo, che tipo di precedente costituisce?

La domanda che si pone è simile a quella relativa al Kosovo.
All’epoca si appoggiarono i ribelli armati separatisti albanesi e kosovari stanziati nella regione serba del Kosovo.

La Serbia fu bombardata e rasa al suolo dalla NATO al fine di garantire l’indipendenza di Pristina, che tutt’ora seppur riconosciuta indipendente secondo alcuni, da un punto di vista meramente legale, appartiene ancora alla Serbia.

Gli organismi internazionali hanno appunto validato solo la correttezza del referendum, nulla dicendo però sull’effettiva indipendenza della regione serba.

Ma a prescindere da quale sia la situazione in Kosovo oggi o di chi abbia ragione, un tale azzardo politico Occidentale eccedette in zelo.

Infatti, incuranti che ciò avrebbe potuto rappresentare un precedente, la NATO e gli Stati atlantici posero le basi per quello che nel 2014 fu la spinosa questione della Crimea.

La Russia, infatti, facendo proprio il precedente politico dell’indipendenza Kosovara e appellandosi all’autodeterminazione dei popoli, nel 2014 in seguito a un referendum anch’esso appurato come valido dagli organi internazionali, sancì la secessione della Crimea dall’Ucraina nonché l’annessione unilaterale della stessa alla Federazione russa.

In Venezuela, fino a prova contraria, per quanto raccapricciante sia l’ideologia di Maduro e per quanto siano disastrate le condizioni sociali, Nicolas Maduro è legalmente e de facto il presidente che vinse le elezioni presidenziali.

Fino a prova contraria, i fondi venezuelani appartengono allo Stato venezuelano ergo a chi è a capo della sua amministrazione.

Siamo davvero sicuri che, in futuro, sotto circostanze politiche analoghe, alcuni Stati non possano decidere di spodestare il capo di governo in carica in favore chi meglio ritengano?

Che fine farà il principio di Non-ingerenza negli affari interni? Che fine farà il principio di sovranità? Che fine farà il principio di legalità?
Chi ci garantirà che un giorno le nostre riserve finanziarie investite in banche straniere non vengano congelate anche esse per costringere i governi occidentali a piegarsi a politiche (giuste o sbagliate che siano) volute dall’estero?

I principi su cui si basa l’ordine mondiale liberale vanno tutelati.
Scavalcarli per un giusto motivo, non ci renderà immuni da ripercussioni future, quando forse il coltello non ce lo avremmo più dalla parte del manico…

Il rischio domino non è da escludere. E la prossima tessera potrebbe essere proprio il concetto stesso di Ordine Liberale