Nel tardo pomeriggio di ieri 17 gennaio, un uomo di 32 anni, cittadino tunisino, si è recato presso un Money Transfer ad Empoli per trasferire una banconota. Il titolare, pensando che la banconota fosse falsa, ha rifiutato il trasferimento, animando una discussione con l’uomo che, probabilmente sotto effetto di alcol, ha iniziato a dare in escandescenze. A quel punto il titolare dell’attività ha allertato il 113 e i sanitari del 118 che si sono precipitati sul posto. L’uomo, in forte stato di alterazione psicofisica, scalciava verso la polizia, ha anche tentato di andare in strada, fino a quando non è stato bloccato e ammanettato. Durante il fermo, un arresto cardiaco avrebbe stroncato l’uomo che non è riuscito a salvarsi nonostante i soccorsi immediati dei sanitari del 118.
Sulla vicenda arrivano già le prime polemiche e strumentalizzazioni da parte di associazioni che contestano l’ammanettamento e i “piedi legati con una corda”.

Il dirigente del commissariato di Empoli: “Fiducia nei miei uomini”
Il Dirigente del commissariato di Empoli, Francesco Zunino si dice fiducioso dell’operato dei suoi uomini. “Sono tutti poliziotti per bene e dalla grande professionalità”.

Salvini: Polizia ha fatto il suo dovere
Sulla vicenda si esprime anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che parla di “tragica fatalità”.
Totale e pieno sostegno ai poliziotti che a Empoli sono stati aggrediti, malmenati, morsi – dice Salvini – per fermare un violento ed evitare altri danni si usano le manette, non le margherite. Purtroppo un tunisino con precedenti penali, fermato dopo aver usato banconote false, è stato colto da arresto cardiaco nonostante gli immediati soccorsi medici. Tragica fatalità. Però se un soggetto violento viene ammanettato penso che la polizia faccia solo il suo dovere”.

Sindacato Sap: “Taser e telecamere per tutele e trasparenza”
“Torniamo ancora una volta a ribadire quanto sia essenziale la dotazione di taser e telecamere per gli uomini in divisa operativi su strada. Sono strumenti necessari per la tutela e la trasparenza. Con il taser, soggetti che danno in escandescenze, possono essere bloccati evitando il contatto fisico. Con questo strumento non letale che chiediamo a gran voce, si tutela sia il poliziotto che il fermato – dice Paoloni -. Le telecamere sono altrettanto importanti, perché dissipano ogni dubbio sulla genuinità dell’intervento, fungendo da testimonianza importantissima, soprattutto in casi come questo, dove si registra un tragico epilogo. Un altro aspetto importante – prosegue Paoloni – è la natura dell’intervento. Quando viene allertato il personale medico a causa dello stato di alterazione del soggetto, l’intervento non deve essere più di polizia, ma di natura sanitaria, in cui gli agenti devono essere deputati a fornire semplicemente ausilio e supporto. Ci auguriamo – conclude – che sia fatta quanto prima chiarezza sull’accaduto e che nessuno strumentalizzi la vicenda, come avvenuto in passato in casi analoghi”.