La Monsanto dovrà risarcire 289 milioni di dollari a un’agricoltore che ha assicurato di aver contratto il proprio cancro terminale per l’uso del Roundup, l’erbicida prodotto dalla multinazionale che contiene un alto livello di Glifosato, un prodotto chimico cancerogeno che renderebbe più efficace l’erbicida. Tra le tante cause aperte al colosso dell’Agricoltura, questa rappresenterebbe il primo caso in cui viene segnalata la mancata indicazione sui rischi per la salute delle persone durante l’uso dell’erbicida.

La vittima, di nome Dewayne Johnson, ritiene di aver impiegato l’erbicida durante il suo lavoro di giardiniere nel distretto scolastico di San Francisco. La giuria ha  concluso che la mancata segnalazione sulle controindicazioni e rischi del prodotto in questione sarebbe stata una causa determinante nella malattia di Johnson, al quale restano pochi mesi di vita.

In risposta alla condanna, Scott Patridge (vicepresidente della Monsanto) ha affermato di provare “…una profonda vicinanza a Johnson e la sua famiglia, ma questo non cambierà le conclusioni di oltre 800 studi, i quali dimostrano che il Roundup non è cancerogeno”. Purtroppo, questa affermazione va contro a quanto dichiarato dall’OMS nel 2015 che ha considerato “probabilmente cancerogeno” il glifosato

I precedenti

La condanna inflige un duro colpo alla Monsanto che dal 2015 è nel mirino della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca Contro il Cancro), la quale ha smentito alcun agenzie europee e statunitensi che giustificavano l’uso del glifosato, concludendo che il chimico è “cancerogeno per gli animali e probabilmente per gli esseri umani”. Durante 40 anni gli organi internazionali hanno ripetuto come un mantra che il glifosato non fosse cancerogeno.

Successivamente, lo scandalo di Monsanto Papers, esposto dal quotidiano Le Monde, ha dimostrato che durante molti anni la Monsanto ha manipolato alcuni dossier di presunti ricercatori indipendenti per argomentare con tali “prove” che il glifosato non era cancerogeno e per giustificare il suo uso nel “Roundup”, il polemico erbicida prodotto dalla multinazionale agrochimica.

La puntualità della giustizia americana…

Il fatto curioso è che la condanna arriva proprio quando la Bayer ha concretizzato l’acquisto della Monsanto (per 62 miliardi di dollari) e non durante gli oltre 40 anni nei quali la multinazionale era gestita dagli americani. Nel frattempo, la Monsanto si trasforma in un fardello per il colosso farmaceutico che vede calare la fiducia dei propri investitori perdendo 10% nella borsa di Francoforte.

Restano alcuni dubbi sulla puntualità di una giustizia che di sicuro non sarebbe arrivata senza garantire l’intangibilità di alcuni interessi a stelle e strisce…