Taormina e Bonaventura - Concessione del Comitato CdG

Giovanni Taormina, ieri mattina, ha trovato sul sedile della sua auto fiat Croma, posteggiata sotto casa e chiusa con chiusura centralizzata, tre proiettili ed ha avvisato immediatamente le forze dell’ordine che giunti sul posto hanno confermato che i proiettili sono dello stesso calibro dell’altra volta, 6,35”circa quattro mesi fa fu recapitata al giornalista, presso la sede RAI di Udine, una busta contenente due proiettili e una foto col suo volto cerchiato e coperto da una croce.

Minacce Giovanni Taormina - Foto concessa dal Comitato CdG
Minacce Giovanni Taormina – Foto concessa dal Comitato CdG

Taormina, giornalista della RAI, si occupa della questione legata alla “criminalità organizzata” da anni ma ultimamente – cioè poco prima del primo episodio di minaccia – aveva intervistato il “super collaboratore di giustiziaLuigi Bonaventura, lo stesso che da anni collabora con diverse, forse tante, procure italiane dalla Calabria fino a Trieste.

Taormina con Bonaventura avevano toccato (durante l’intervista) il tema mafia – appalti, o più precisamente il terzo livello di Giovanni Falcone, perché proprio lì nel Friuli è scattato – grazie al contributo di Bonaventura – il primo 416-bis nella storia del Nord a carico della ‘ndrina Iona.

Proprio Taormina che per mestiere si occupa di giornalismo di inchiesta racconta il territorio, di quanto sia pericoloso perché raccontare dei traffici illeciti che in quel territorio si legano mafie e ’ndrangheta con criminalità dell’EST, e quindi tutto ciò che riguarda rifiuti immigrazione clandestina, scambio e pulizia di soldi con moneta elettronica (bitcoin) lo vede protagonista.

Quello di ieri, dopo 4 mesi dal primo episodio, rappresenta il “timore” per la criminalità organizzata che tutto venga scoperto e che gli affari e i traffici di droghe che arrivano in Veneto possano terminare, quindi i giornalisti come Taormina devono essere fermati da “mamma santissima”, ovvero da madre ‘ndrangheta con intimidazioni di foto cerchiate e proiettili 6.35 ma non solo…

Nonostante tutti quanti abbiamo inviato messaggi di solidarietà al giornalista Giovanni Taormina, ancora una volta il “pentito infame” figlio di “mamma ‘ndrangheta della ‘ndrina Vrenna – Bonaventura” viene dimenticato e censurato.

Oggi si riunirà la commissione di sicurezza per decidere se assegnare o meno al giornalista Taormina una scorta e almeno una videosorveglianza, perché è stranosecondo quanto appreso dalle nostri fontiche sia stato abbandonato nonostante i perseguimenti e pedinamenti sospetti che lo stesso ha subito in questi ultimi mesi nonostante li abbia denunciati.

Noi de ilFormat esprimiamo la nostra solidarietà al collega Taormina ma anche al collaboratore di giustizia “Luigi Bonaventura e alla sua famiglia”, perché capiamo che indirettamente il messaggio è chiaro.