Matteo Salvini sbarca a Schio, in provincia di Vicenza. Piazza Statuto centinaia di scledensi simpatizzanti leghisti si sono dati appuntamento per ascoltare il vicepremier a sostegno della candidata sindaco Ilenia Tisato. Nella piazza Rossi, invece, una forte contestazione di centri sociali, studenti e cittadini si sono dati appuntamento per urlare “Schio non si lega”.

Massiccia la presenza delle forze dell’ordine per registrare le contrapposizioni tra le due compagini mentre il vicepremier Salvini saliva sul palco accolto dal grido “il nostro capitano”. Ed è stata subito subbuglio quando l’argomento sull’autonomia ha colto la platea.

“E speriamo che gli alleati di governo – ha detto Salvini – non sbandino un po’ a sinistra”. Ovviamente non poteva mancare l’arringa sui migranti: “Finché ci sono io ministro i porti restano chiusi. Se mi devono processare perché difendo la sicurezza del mio Paese lo facciano pure”.

I momenti di tensione si sono verificati solo nella fase conclusiva del comizio dove i contestatori, che erano stati tenuti al di fuori di piazza Statuto, hanno urlato “buffone buffone”. Dunque, anche quella che era considerata roccaforte della Lega, il Veneto, incomincia a scricchiolare. Se il vicepremier Salvini si aspettava una platea al 100%, Schio ha risposto con un cospicuo rovescio della medaglia.