Tra la manovra che stenta a decollare o meglio che non trova pace d’intesa, le beghe tra Salvini e Forza Italia che quest’ultima reputa una manovra distruttiva più che produttiva, l’opposizione passa al contrattacco con l’invito a Di Maio a esporre in Senato la sua vicenda personale che ha coinvolto le questioni famigliari.

È Andrea Marcucci, presidente dei senatori PD, che al termine di una riunione a Palazzo Madama ha sollecitato l’invito al vicepresidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio: “Dica se, quando è diventato ministro, fosse a conoscenza dei problemi legati al lavoro nero nell’azienda di famiglia” – prosegue il capogruppo Dem – “Noi non ci comportiamo come loro, vogliamo dargli l’opportunita’ di chiarire nelle sedi istituzionali”. Dunque si profila una serie di domande di cui il vicepremier Di Maio ha il compito di spiegare in Aula del Senato.

Nel fra tempo, Rosalba Di Maio e Luigi Di Maio hanno firmato la messa in liquidazione dell’Ardima srl, azienda di famiglia al centro di un caso mediatico tirato fuori da Le Iene. Nominato liquidatore con tutti i poteri di legge Di Maio Giuseppe, ovvero il fratello del vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Dall’atto si evincono le ragioni per le quali risulta conveniente e opportuno sciogliere anticipatamente la società e porla in liquidazione. In particolare, risulta la prolungata inattività che rende necessario procedere allo scioglimento anticipato.

Pronta la replica di Salvini che definisce Luigi Di Maio vittima di attacchi e chiede agli italiani di giudicare questo Governo per il suo reale operato senza indagare nella vita privata.