Il Paese oscilla tra l’anarchia e la dittatura, l’amministrazione è assente nell’esercizio dei compiti di governo ma i militari sono sempre presenti nell’eccessivo uso della forza nei confronti della popolazione. Nel regime di Maduro è andata sempre così: l’ala civile, distratta ad arricchirsi a spese della Pubblica Amministrazione ha ceduto il vero esercizio del Potere ai militari, i quali, seppur partecipando nella corruzione endemica che ha reso il Venezuela uno Stato fallito, hanno sempre trovato il tempo e il modo di calpestare a sangue la dignità dei cittadini.

E’ in questo clima di paura e d’incertezza che Nicolas Maduro s’insedierà oggi nel Palazzo di Miraflores, sede dell’esecutivo a Caracas. A confermare un secondo mandato per il successore di Chavez sono state le elezioni dello scorso 20 maggio 2018, alle quali l’opposizione ha deciso di non partecipare, da un lato per le condizioni in cui si sarebbero svolti i comizi organizzati da un Comitato elettorale i cui membri sono allo stesso tempo militanti del Partito di Governo e dall’altro, per le innegabili divisioni interne che mantengono all’opposizione ben lontana di rappresentare un alternativa al regime di Maduro.

A solo ore della cerimonia d’insediamento, i militari sono già presenti nelle strade di Caracas per evitare ogni tipo di rivolta. La popolazione si è stancata della solita storia. Dopo vent’anni di Chavismo anche l’aria scarseggia in un Paese dove il governo ha fatto tabula rasa con l’apparato industriale attraverso un’assurda politica di espropriazioni che ha portato alla più grande carestia alimentare del continente.

In questo clima di ostilità e scarsità, con la popolazione ormai delusa, stanca e ben distante dalla politica. I venezuelani sono troppo impegnati nel cercare di sopravvivere alla crisi come per pensare all’insediamento di Maduro. La popolazione non ha più la forza né la voglia di scendere per strada: ogni volta che l’ha fatto è stata lasciata sola anche dai leader dell’opposizione incapaci di rappresentare un’alternativa al regime.

Oggi si aprirà un’altro capitolo dell’ora più buia nella storia venezuelana. Si terrà l’insediamento di un’impostore che ha perpetrato e continuerà perpetrare il presente stato di crisi in mezzo alla stanchezza e all’indifferenza: due fattori che spianano la strada a ogni tipo di autoritarismo.