Il tribunale del riesame si occupera’ domani della richiesta di arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Luca Traini autore del raid xenofobo del 3 febbraio 2018 per vendicare la morte di Pamela Mastropietro. Il 30enne di Tolentino e’ stato condannato a 12 anni di carcere per strage aggravata dall’odio razziale porto abusivo d’arma e danneggiamenti. Si trova nel carcere di Montacuto dove da qualche mese e’ uscito dalla ‘zona filtro’ e ha una cella con i detenuti comuni segnali secondo il suo legale dell’insussistenza di rischi di aggressione o di commettere atti inconsulti. Il 14 febbraio scorso la corte d’assise di Macerata aveva respinto un’istanza analoga presentata dall’avvocato Giancarlo Gulianelli per un difetto di notifica a una delle parti offese. Il legale nella sua istanza per i domiciliari ha indicato come residenza l’abitazione del padre di Traini che vive a Macerata anche se dalla scorsa settimana e’ tornato agibile il condominio di Tolentino dove si trova l’appartamento nel quale l’uomo abitava con nonna e mamma. I lavori di ristrutturazione delle 50 abitazioni e degli 11 negozi sono durati 6 mesi e costati 4 3 milioni.