Fedele al ruolo di premier, Conte ha deciso di non intromettersi tra i litigi di Lega e M5S. Sostanzialmente non farà nessuna campagna elettorale evitando di gettare benzina sul fuoco fino al 26 maggio.

Il prossimo Consiglio dei Ministri con molta probabilità sarà nominato il nuovo Comandante della Guardia di Finanza, mentre gli altri dossier saranno esaminati senza nessun via libera. Intanto Salvini spinge sull’autonomia e sul dl sicurezza bis ma sul provvedimento caro ai governatori della Lega non è prevista alcuna accelerazione e neanche sul decreto di cui i pentastellati lo ritengono incostituzionale.

A questo punto i litigi tra Salvini e Di Maio, con ogni probabilità, non cesseranno fino a quando non si saprà il verdetto elettorale delle Europee. Sebbene Salvini ha più volte ribadito che il voto è un referendum tra la vita e la morte, per Di Maio invece è una sfida far scendere Salvini sotto il 30%.

Secondo il M5S se la Lega arriva al 33%, Di Maio chiederà di essere libero. Ovviamente con una Lega sotto il 30% e un M5S non in caduta, per Di Maio sarebbe meno complicato tenere il punto nelle prossime settimane. La Lega, da parte sua, si dice di essere pronti a tutto; aspettano la fine delle Europee.

Quello che angoscia la Lega è l’effetto ‘dopo-Siri’, ma nonostante tutto sono convinti di essere comunque il primo partito in Italia. Se dovessero cadere sotto il 30% può solo voler dire che i consensi sono diminuiti causando non poche preoccupazioni alla Lega e forse anche ad una possibile sodalizio più stretto con tutto il centrodestra.