Il senatore del Movimento 5 Stelle Matteo Mantero, sulla base del lavoro fatto dall’intergruppo parlamentare nella scorsa legislatura, ha depositato un disegno di legge teso a legalizzare l’autocoltivazione di piante di cannabis a uso ricreativo, il possesso, il consumo, la vendita e la lavorazione della marijuana e dei suoi derivati.

La decisione di Mantero di agire in direzione della legalizzazione, sulla falsariga di quanto già fatto in Uruguay, Canada e numerosi stati federati degli Stati Uniti, parte dal presupposto che le politiche proibizioniste attuate finora si sono rivelate un totale fallimento, poiché non hanno ridotto il consumo di marijuana bensì hanno garantito affari per miliardi di euro alle organizzazioni criminali che controllano la produzione e lo spaccio delle droghe leggere.

La Direzione Nazionale Antimafia (Dna) ha affermato, in più occasioni, il fallimento del proibizionismo, sollecitando la politica ad adoperarsi per legalizzare la cannabis a uso ricreativo. Nella relazione annuale riferita all’anno 2017, la Dna si dichiara “favorevole alla legalizzazione prendendo atto sulla base di numeri, fatti, indagini e processi in nostro possesso del fallimento delle politiche proibizioniste“. Già nella relazione annuale riferita al 2016, la Dna aveva fatto notare “il totale fallimento dell’azione repressiva” del consumo e della diffusione della marijuana e dei suoi derivati, suggerendo di concentrare l’azione sulla repressione di “emergenze criminali virulente, quali quelle rappresentate da criminalità di tipo mafioso, estorsioni, traffico di esseri umani e di rifiuti, corruzione eccetera” e sul “contrasto al traffico delle (letali) droghe “pesanti””.

“Proprio l’esperienza degli Stati che hanno regolamentato in forma legale il mercato della marijuana – si legge nel testo del disegno di legge – dimostra che il numero dei consumatori non è affatto cresciuto, né è aumentato l’impatto sociale e sanitario direttamente o indirettamente connesso al consumo. A crescere sono stati solo il reddito legale e il gettito fiscale del mercato legalizzato”.

Mantero ha argomentato le sue motivazioni in un articolo pubblicato sul blog di Beppe Grillo. “In uno studio del 2016 l’università di Berna ha analizzato 191 campioni di marijuana sequestrati dalle forze dell’ordine sul territorio svizzero. La scoperta è preoccupante: il 91% di questi prodotti è contaminato. Infatti la cannabis viene “tagliata” con sostanze di vario tipo allo scopo di aumentare il peso dell’erba ed avere più profitti, ma anche per aumentare l’effetto psicotropo o per rendere più belli i fiori. Nei campioni sono stati trovati ammoniaca, lacca, lana di vetro, piombo, alluminio, ferro, cromo e cobalto. La canapa inoltre è una pianta “spazzina” in grado di drenare inquinanti dai terreni – molto spesso è utilizzata per le bonifiche – queste sostanze, come pure i concimi le ritroviamo nei fiori. Ovviamente fumare questi prodotti può causare gravi danni al consumatore, danni che sarebbero evitabili semplicemente consentendo ad ognuno di coltivare con cura le proprie piante”. Questa, per il senatore pentastellato, è la “questione più importante”, ovvero la salute dei cittadini in relazione al consumo di marijuana.

Nonostante le schiaccianti e ripetute osservazioni della Dna, il leghista Lorenzo Fontana, ministro per la famiglia e le disabilità, noto per le sue posizioni molto conservatrici, liquida la questione affermando che la legalizzazione non rientra nel contratto di governo. “Le proposte sulla legalizzazione dell’uso della cannabis non sono concordate. Si tratta infatti di un tema che non è nel contratto del governo e che non è nell’agenda della Lega. Ci sorprende quindi che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro” ha dichiarato il ministro.

Non ci sono più scuse. Chi è davvero intenzionato a combattere la mafia e ha a cuore la salute della cittadinanza non può non dichiararsi favorevole alla legalizzazione della cannabis. Il ministro Matteo Salvini, in uno dei suoi innumerevoli proclami, disse che avrebbe sconfitto la mafia nel giro di una manciata di anni. A dimostrazione dell’ipocrisia e della totale mancanza di valore delle dichiarazioni di Salvini (ammesso e non concesso che vi fosse ancora bisogno di prove in merito) la Lega, da buon partito conservatore, si oppone senza se e senza ma a qualsiasi tipo di legalizzazione sebbene, come ha più volte osservato l’Antimafia, ciò possa indebolire notevolmente le organizzazioni mafiose, le quali godono nel nostro paese di uno strapotere senza eguali in Europa. Ma per la Lega la marijuana è “l’erba della morte”. Definizione totalmente campata in aria dal momento che nessuno, in tutto il mondo, è mai morto per il consumo di marijuana e derivati mentre alcool e tabacco, sostanze legali, uccidono ogni anno, in tutto il mondo, milioni di persone.

Inoltre, la decisa opposizione della Lega alla legalizzazione è la dimostrazione dell’esistenza di latenti, ma ampie, fratture tra i due partner della maggioranza, che si riverberano sull’azione di governo.

Dichiarare guerra alle organizzazioni mafiose e poi mettersi una benda sugli occhi di fronte ai continui richiami dell’Antimafia è il trionfo assoluto dell’ipocrisia, degno della più becera demagogia. Legalizzare la cannabis deve essere una priorità per un paese come l’Italia, corroso alle fondamenta dalla criminalità organizzata. Secondo la Dna, lo spaccio di marijuana e derivati frutta più della metà dei proventi del traffico illegale di droghe. Come è già stato detto una miriade di volte, la legalizzazione assesterebbe un duro colpo alle mafie, che fanno del traffico di droga uno dei pilastri fondamentali del loro potere.

Ficcare la testa sotto la sabbia e ignorare quello che l’Antimafia continua a ripetere da anni significa fare un regalo alla criminalità organizzata. Questo è quello che la maggioranza della classe dirigente italiana sta facendo, con alcune eccezioni, fortunatamente. “Chi contrasta la legalizzazione della cannabis, consapevolmente o meno, sta facendo un enorme regalo alla mafia” ha giustamente scritto il senatore Mantero. Le mafie ringraziano calorosamente la Lega per il suo tenace, cieco e ipocrita proibizionismo.

Il testo del disegno di legge proposto dal senatore 5 Stelle Matteo Mantero