Nel 1898 l’American Institute of Osteopathy iniziò a pubblicare Journal of Osteopathy e all’epoca negli Stati Uniti quattro Stati la riconoscevano come professione. Oggi l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nelle sue linee guida inserisce l’osteopatia tra le medicine tradizionali e complementari. Il termine “osteopatia” fu coniato dal dottor Andrew Taylor Still, un medico nato nel 1828 nello Stato della Virginia. Still viveva in Kansas, vicino a Baldwin City, ai tempi della guerra civile americana, e proprio qui sviluppò la pratica dell’osteopatia. Still imparò da apprendista, come accadeva per molti dei medici del tempo, e fu assunto come medico di guerra nell’esercito degli Stati Uniti durante la guerra civile. Gli orrori delle ferite nei campi da battaglia e la successiva morte della moglie e di diversi figli a causa di malattie infettive (anche meningite) lo lasciarono completamente disilluso riguardo alla pratica tradizionale della medicina. Still sentiva le pratiche mediche del suo tempo come inefficaci, addirittura barbare. Preoccupato da ciò che considerava problemi all’interno della professione medica, fondò la pratica osteopatica. Usando un approccio filosofico alternativo, si oppose all’uso dei farmaci e della chirurgia come rimedi, riservandone l’uso ai casi in cui fossero l’unica cura conosciuta per un certo disturbo, come un antidoto lo è per un veleno o l’amputazione per una gangrena. Riteneva il corpo umano capace di curarsi da sé, e che il compito del medico fosse quello di rimuovere ogni impedimento alle normali funzioni di ogni individuo. Promuoveva uno stile di vita e un’alimentazione salutare, astinenza da alcool e droghe, e usava tecniche manipolative per migliorare le funzioni fisiologiche.

Il trattamento nell’osteopatia consiste in varie manipolazioni eseguite con le mani e talvolta con il resto del corpo. L’osteopata può circondare una parte del corpo del paziente o appoggiarsi contro la sua schiena, ad esempio. Possiamo raggruppare queste manipolazioni in 4 categorie principali: Manipolazioni funzionali: servono a mobilizzare i tessuti (muscoli, articolazioni, fluidi, membrane, ecc.) ed indurre uno stato di rilassamento. Manipolazioni strutturali: richiedono di applicare alcuni impulsi su una struttura. Manipolazione viscerale: lo scopo è di dare la massima motilità alle viscere (intestino, fegato, milza, polmoni, ecc). Manipolazione del cranio: sono molto sottili e possono apparire come una semplice imposizione delle mani. In realtà sono microscopici movimenti che vanno a ripristinare la delicata mobilità delle ossa craniche e agire sul movimento respiratorio primario. È possibile rivolgersi ad un osteopata per molti problemi che riguardano la nostra salute psico-fisica. La maggior parte dei pazienti sceglie di provare l’osteopatia per problemi di natura muscolare o articolare ma in realtà questa tecnica ottiene ottimi risultati anche su disturbi e squilibri completamente diversi (compresi stress e ansia). Ottimi risultati si ottengono con l’osteopatia in caso di problemi cervicali, sciatalgie, lombalgie o nevralgie, artosi, dolori in seguito a traumi, cefalee ma anche disturbi di stomaco e intestino, ginecologici o urinari.

I trattamenti osteopatici sono adatti a tutti: neonati, bambini, anziani e donne in gravidanza. L’osteopatia pediatrica utilizza un approccio non invasivo che si serve di leggere pressioni in punti specifici adatti a stimolare la capacità dell’organismo di autoguarirsi. Pressioni delicate quindi ma allo stesso tempo molto efficaci che possono essere utili nel trattamento di diverse problematiche infantili tra cui asimmetrie craniche dovute ad errate posizioni del sonno o meglio al fatto di tenere sempre la testa dallo stesso lato, coliche gassose tipiche dei primi mesi, difficoltà di suzione che impediscono una corretta alimentazione del neonato, disturbi del sonno, reflusso gastroesofageo, problemi posturali, irritabilità e sovra eccitamento, otite, stitichezza, disturbi urinari, problemi respiratori (allergie comprese) e ritardi nello sviluppo. Un trattamento osteopatico dura circa 40-45 minuti. Il numero di sedute necessarie è variabile e sarà di competenza dell’osteopata valutare questo aspetto anche in base al motivo per cui richiedete il trattamento e alla risposta del singolo organismo alle manipolazioni. Spesso sono sufficienti poche sedute e i primi miglioramenti si vedono subito, in alcuni casi è possibile che si richiedano trattamenti aggiuntivi e di mantenimento dopo uno o più mesi.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.