Sfruttamento odierno

I recenti fatti venuti alla luce in questi giorni mostrano che, ancora nel 2018, lo sfruttamento del lavoro è un tema caldo.

E’ un tema più che attuale quello dello sfruttamento che il padrone, l’imprenditore, il capitalista attua sull’operaio, il lavoratore, il dipendente.

Basti pensare che solo nel biennio 2017/2018 sarebbero più di trenta milioni gli schiavi nel mondo.

Ma cosa si intende col termine sfruttamento? E perché è un argomento così discusso?

Sfruttamento e profitto

Con la parola sfruttamento (nel nostro caso, del lavoro) si intende un atteggiamento grazie al quale un soggetto, in posizione di vantaggio, realizzerebbe, ai danni di un secondo soggetto, un profitto.

Nei casi che stiamo esaminando adesso, e superficialmente, potremmo aggiungere due parole a questo termine: “sfruttamento del lavoro”.

Sono, infatti, diventati fatti di cronaca i continui ritrovamenti di campi di lavoro non proprio legali, soprattutto nel sud dell’Italia.

E le scoperte che si sono fatte non sono state poi così piacevoli. Interi eserciti industriali sfruttati nella coltivazione di terre, con paghe disumane e orari da infarto. Costretti, oltretutto, a lavorare sotto al sole cocente: a raccogliere pomodori, verdure e ortaggi di altro genere.

Questo è il nuovo sfruttamento di oggi: migliaia di nuovi schiavi, soprattutto proveniente dal continente africano che, pur di lavorare, accettano paghe da fame e lavori improponibili.

E’ uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo

Il caporalato e lo sfruttamento del lavoro sono vere e proprie emergenze attuali. Ma guai a gridare “emergenza, emergenza!”.

Lo sfruttamento del lavoro è un atteggiamento (o se si vuole “un’istituzione“) che esiste ormai da migliaia di anni. Più o meno da quando è comparsa la proprietà privata, ecco. E’ con la comparsa della proprietà privata, infatti, che si è sentita sempre più la necessità della divisione in classi: il possidente e il bracciante, l’imprenditore e l’operaio, il capitalista e il proletario.

Le classi mutano, i rapporti rimangono invariati

Senza bisogno di strumentalizzare chi già aveva aderito alle idee marxiste, c’è da riconoscere che qualcosa di veritiero permane anche oggi.

Quello che l’economista-filosofo aveva affermato non è poi completamente da cestinare; almeno per quanto riguarda lo sfruttamento del lavoro, quello più estremo.

Il capitalista si appropria del plusvalore realizzato nel pluslavoro del suo operaio; è qui che l’imprenditore realizza  il profitto. Nello sfruttamento questo meccanismo avviene all’ennesima potenza, moltiplicato all’infinito.