Il silenzio sulle sanzioni pagate

L’Italia ha finora pagato all’UE la modica cifra di ben 547,58 milioni di euro in sanzioni pecuniarie.

Per tutte le procedure d’infrazione (di durata anche ultradecennale) che dal 2011 si sono chiuse con una condanna, nei confronti del nostro Paese, da parte della Corte di Giustizia Europea.

È il dato fornito dal sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi, che a risposto ieri in Aula a Montecitorio, ad un’interpellanza urgente del deputato di +Europa Riccardo Magi. Un importo a cui si è arrivati sommando le sanzioni forfetarie e semestrali irrogate in seguito a cinque sentenze di colpevolezza che vanno dagli aiuti di Stato incompatibili alle discariche non conformi, passando per l’emergenza rifiuti in Campania e il trattamento delle acque reflue.

La procedura più onerosa, finora, si è rivelata quella per le discariche non conformi alla normativa UE, per le quali l’Italia ha versato 40 milioni come sanzione forfetaria e ben 164 milioni di sanzioni semestrali.

Più sanzioni, più il Paese rischia

Sebbene, non molto tempo fa, avevamo già riportato il quadro della situazione sulle sanzioni pagate alla UE, oggi lo confermiamo ancora più chiaramente visto che ogni sanzione corrispondono danni ai cittadini. Purtroppo il carico delle sanzioni pecuniarie è destinato ad aumentare in maniera esponenziale.

La banalità arriva, ancora oggi, da esponenti del governo che si riferirscono a queste condanne come se fossero indebite intromissioni; non calcolando il danno che si crea a discapito del Paese.