Un appello alla comunità  internazionale affinché prenda posizione contro “crimini odiosi” e “attacchi premeditati” è  stato rivolto oggi dal governo di Tripoli dopo i bombardamenti aerei che, alla periferia della capitale, hanno colpito un centro di detenzione per migranti. Secondo responsabili dei servizi di soccorso, nei raid hanno perso la vita almeno 40 persone giunte in Libia da altri Paesi dell’Africa. Proprio ieri responsabili dell’Esercito nazionale libico che fa capo al generale Khalifa Haftar avevano annunciato un intensificarsi dei bombardamenti contro le postazioni dell’esecutivo di Fayez Al-Serraj e delle forze tripoline. I raid di questa notte hanno colpito nell’area di Tajoura, circa 20 chilometri a est della capitale.

Libia: 40 morti e 80 feriti, bilancio parziale bombardamento centro migranti a Tajoura

È di almeno 40 morti e 80 feriti il bilancio del bombardamento avvenuto questa notte sul centro migranti di Tajoura, a est di Tripoli. Lo riferisce la squadra di emergenza e soccorso del Field Medicine and Support Center in una nota su Facebook. In precedenza la sezione di Tajoura del Dipartimento per la lotta alla migrazione illegale ha annunciato che il centro di detenzione e’ stato sottoposto a “bombardamenti aerei pesanti”, che hanno lasciato molti migranti feriti o morti. Intanto il Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale libico (Gna), guidato dal premier Fayez al Sarraj, ha condannato il raid aereo contro il centro per i migranti. In una dichiarazione diffusa questa mattina il Gna ha definito il raid un “omicidio di massa e un crimine di guerra da aggiungere all’elenco delle violazioni commesse da questo aggressore”. “Il bombardamento del centro e’ stato pianificato”, si legge nella nota del Gna, che ha invitato la Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) a istituire una commissione di inchiesta per “esaminare la situazione e documentare l’attacco”. Il governo di Tripoli ha anche invitato la comunita’ internazionale a prendere quello che ha definito “atteggiamento chiaro e fermo nei confronti di queste violazioni in corso e agire immediatamente per fermare questa aggressione”. Da parte sua l’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar ha negato qualsiasi coinvolgimento nel raid contro il centro per i migranti, accusando le milizie islamiste presenti nella capitale Tripoli di aver della capitale di aver colpito il sito. In una nota l’Lna ha sottolineato invece di aver bombardato con precisione un deposito di munizioni, osservando che “le milizie di Tripoli hanno colpito il centro di migranti illegali come al solito per avere una scusa e influenzare l’opinione pubblica”.

Libia: Moavero, ‘sgomento’ e ‘netta condanna’ bombardamenti

“Apprendo, con sgomento, del bombardamento notturno a Tajoura, nei pressi di Tripoli, che ha colpito un centro per migranti, causando la morte di decine di persone, tra i quali donne e bambini. Un’ulteriore tragedia che mostra l’atroce impatto della guerra sulla popolazione civile”: lo ha dichiarato in una nota il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero. “La netta condanna dei bombardamenti indiscriminati di aree civili, si accompagna all’appello a fermare un aggravarsi delle ostilità che mette continuamente in gravissimo pericolo vite umane e distrugge infrastrutture essenziali per la popolazione – ha proseguito -. Occorre garantire, immediatamente, misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni Unite”.