Ancora una volta le mafie mettono le mani nelle istituzioni, infatti l’ex sindaco di Capua, Carmine Antropoli, deve rispondere di concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Carmine Antropoli, eletto per due consiliature consecutive dal 2006 al 2016, considerato dagli inquirenti un ‘colletto bianco’ dei Casalesi.

L’indagine che ha portato all’emissione di una misura di custodia cautelare da parte del gip del tribunale di Napoli nei suoi confronti coinvolge anche un imprenditore, Francesco Zagaria, detto Ciccio ‘e brezza, gia’ destinatario di un provvedimento cautelare nel 2017 anche per concorso esterno in associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni, non parente del boss Michele Zagaria ma suo uomo di fiducia. Il capoclan lo ha impiegato anche per funzioni di ausilio nell’esecuzione di un duplice omicidio commesso a Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003.

Nella ricostruzione dei fatti resa possibile dalle indagini dei carabinieri del comando provinciale di Caserta, Antropoli, nel suo studio medico con la collaborazione attiva dell’imprenditore, ha indotto un avversario politico a ritirare la sua candidatura, arrivando fino a picchiarlo. Questo perche’ aveva stretto un patto con Francesco Zagaria e con un altro affiliato storico dei Casalesi, Martino Mezzero, per assicurare dei voti a un’altra persona del suo gruppo politico. Per gli inquirenti dunque le elezioni a Capua sono state fortemente condizionate dalla camorra. Le indagini sono partite nel 2015 e anche con l’ausilio di attivita’ tecniche sono terminate a luglio 2018.