L’interrogatorio di Gianluca Savoini, il presidente dell’associazione Lombardia-Russia indagato per corruzione internazionale nell’inchiesta su presunti fondi russi alla Lega attraverso una compravendita di petrolio a prezzo scontato, è durato con la risposta ai magistrati: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Savoini, dunque, ha scelto di non rilasciare dichiarazione e tanto meno di rispondere alle domande dei pm di Milano.

Ieri mattina si è svolto un vertice tra pm nell’ufficio del procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale per fare il punto sull’inchiesta per corruzione internazionale sulla presunta compravendita di petrolio per far arrivare fondi russi alla Lega. L’indagine è nata dall’audio di un incontro all’hotel Metropol di Mosca.

Secondo le accuse, Savoini in compagnia di due italiani e tre russi era presente all’hotel di Mosca per la presunta trattativa per far arrivare 65 milioni di dollari in via Bellerio. In febbraio Savoini fu tirato in ballo per una presunta trattativa riguardante un finanziamento illecito dalla Russia alla Lega in vista delle Europee. Ma chi erano quelle persone che aveva incontrato il giorno prima al convegno organizzato da Confindustria Russia a cui aveva partecipato anche Salvini?

“Io conosco brave persone. Fino a prova contraria, almeno che non si dimostri che qualcuno ha fatto qualcosa fuori posto io ho fiducia nelle persone. Se c’è uno stato di diritto liberale e democratico si è innocenti a meno che non si venga dimostrati colpevoli”: così Matteo Salvini rispondendo a chi gli chiedeva se non dubitasse di aver dato troppa fiducia a persone, come Savoini e D’Amico.