Nella giornata di ieri c’è stata, tra Salvini e i membri del governo della Lega, una riunione alla quale è servita, al vicepremier, per fare il punto della situazione ed innescare la Fase2. Non si tratta del primo incontro governativo al Viminale, tantomeno era questa l’occasione per fare scelte politiche. Secondo il segretario della Lega Salvini, non c’è nessuna alternativa a questo esecutivo ma serve una maggiore collegialità da parte del Movimento 5 Stelle sulle scelte e sui ‘dossier’ sul tappeto.

Praticamente il malessere da parte dello stato maggiore del partito di via Bellerio, è legato soprattutto ad un deficit di comunicazione che si è creato tra i due contraenti del contratto. Sottosegretari a cui non è stata data ancora alcuna delega o a cui viene negato di andare in missione. Ma anche agli strappi che i pentastellati compiono e che poi è difficile ricomporre. L’ultimo strappo, ad esempio, sulla nomina dei vertici del parco del Circeo; poi ci sono i provvedimenti sul tavolo. E non a caso Salvini ha messo in guardia i partecipanti all’incontro di cominciare già a studiare il Def perché è imminente ed è necessario puntare alla crescita, imporre una svolta in ambito economico.

Salvini con i suoi ha difeso il rapporto con Di Maio e il reddito di cittadinanza, una misura – ha ricordato – che è nel programma e che dovrebbe portare a far muovere l’economia. Ma – il giudizio unanime espresso dai dirigenti leghisti e condiviso dal ‘Capitano’ – la misura andrà migliorata, è di difficile attuazione, manca dell’aumento dei fondi per i disabili, e quindi in questi due mesi occorrerà lavorarci anche perché la necessità è quella di dover tenere sotto controllo i conti. Ma l’obbiettivo di Salvini nel puntare al Def, è quello di accelerare su misure per la crescita e il lavoro.

Dunque, ieri al Viminale ogni partecipante all’incontro ha poi illustrato le proprie priorità e i provvedimenti portati avanti. Il sottosegretario al Lavoro Durigon, per esempio, ha fatto un resoconto su ‘Quota 100’. Ma la Fase2 del governo si aprirà soprattutto con uno sguardo all’economia, di cui Salvini ha reagito contro l’affondo del Fondo Monetario Internazionale, il punto fermo sulla politica dell’immigrazione, la legittima difesa e l’autonomia. “Non arretreremo di un millimetro, occorre difendere i nostri cavalli di battaglia” – è il ragionamento del vicepremier leghista. In diversi hanno posto il tema anche delle infrastrutture, in particolare sulla Tav: “Anche sulle leggi del M5S ci sarebbe da fare un’analisi costi/benefici…”, la replica di un sottosegretario, “nessuna intenzione di mettere in fibrillazione questo governo ma le scelte vanno condivise, occorre per evitare fratture superare le incomprensioni”, anche quelle sorte riguardanti il capitolo delle nomine. “Il M5S soffre perché nei sondaggi la Lega è avanti ma è un errore se qualcuno punta a strappare”, afferma un altro sottosegretario.

Nella riunione si è deciso di costituire dei gruppi di lavoro e di stringere sui provvedimenti in agenda. Non solo legittima difesa e autonomia, ma anche per esempio la riforma tributaria, il ‘dossier’ sulla distribuzione dei tribunali per area geografica, misure per i piccoli comuni, la semplificazione negli appalti. Salvini ha confermato la volontà di andare avanti con M5S ma l’invito, rivolto anche ai suoi e non solo ai pentastellati, è quello di non tirare troppo la corda. La riunione quindi è servita per stilare una sorta di ‘cronoprogramma’ e di mettere a fuoco la campagna elettorale per le Europee.