L’incoronazione di Montalbano Jr e il nodo Tav: i due fattori che rischiano di togliere ossigeno e staccare la spina al governo Conte. Pronti con le bottiglie da stappare, nel caso la crisi incautamente evocata per nome dal sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni, dovesse verificarsi, un’intera pletora che copre tutto l’arco costituzionale (oggi non al timone), insieme a imprenditori, lobbysti e faccendieri fermi ai box dalla nascita del governo gialloverde. E la stampa? Spera. Si evince dai titoli, dallo spazio riservato a Montalbano Jr, ai tifosi del voto anticipato, addirittura al talentuoso documentarista e scrittore Matteo Renzi da Rignano. Con un piglio da tifoseria, forse pregustando una vendetta per il promesso stop ai finanziamenti pubblici all’editoria. Passi la parzialità, la tifoseria – ossimoro della deontologia giornalistica – più o meno ben celata. Straordinaria la figura di sterco fatta ieri dal sito online de La Repubblica, che ha associato per diversi minuti – prima di rendersi conto della topica – la foto di Luigi Di Maio alla notizia della scomparsa del grande attore palermitano Pino Caruso. Un errore o uno scherzo di qualche oligofrenico in redazione? Difficile credere a una semplice svista. Siamo piuttosto nel campo della psicopatologia giornalistica e dell’auspicio pavloviano. 

Il coro avvoltoio deve ancora attendere, prima di scatenarsi. Almeno fino al voto di maggio, la maggioranza dovrebbe tenere. Per il rapporto personale stretto e leale che si è creato tra Salvini e Di Maio oltre che per calcolo politico. I radical chic di Repubblica se ne facciano per ora una ragione.