Il suono, la vibrazione attraverso la guarigione. Quello che viene confermato dalla scienza moderna, veniva onorato nell’antichità. La combinazione di suono, ritmo, tono e significato purifica la mente e i pensieri determinati dall’ego, che ci impediscono di sperimentare la chiarezza, la pace e la gioia.

I mantra sono formule che permettono di collegarci alla nostra vera essenza interiore, alla vera natura che è parte di noi: che poi lo chiamiamo Dio, divinità, Universo, deva, energia cosmica o qualsiasi altra cosa non importa. Il concetto è chiaro, i mantra ci connettono con la nostra natura più profonda agendo direttamente sull’inconscio.

Il termine mantra deriva da due parole sanscrite: manas (mente) e trai (liberare da). Letteralmente significa sprigionare la mente. Un mantra consiste in una o più sillabe che creano onde sonore. Il suono è una forma di energia. Cantando ripetutamente un mantra, stimoliamo i punti di risonanza sul palato, che attivano l’ipotalamo, una ghiandola cerebrale, e apportano benefici a tutto il corpo.

Quando si vibra un mantra, è importante articolare i movimenti della bocca e della lingua per ricavarne il massimo beneficio. La musica stessa, come vibrazione influenza il nostro organismo. Uno studio su animali pubblicato sulla rivista Frontiers in Neurology da esperti della Università dell’Utah, afferma, che la musica migliora l’effetto degli antidolorifici e potrebbe consentire un giorno di ottenere lo stesso effetto analgesico da dosi più basse dei farmaci.

Gli esperti hanno testato il ‘mix’ di musica e farmaci su topolini con due diverse forme di dolore, infiammatorio e chirurgico. Hanno usato vari farmaci tra cui l’ibuprofene e un cannabinoide in dose ridotta rispetto a quella raccomandata. Hanno confrontato gli effetti della musica con quelli di rumore ambientale. È emerso che, accoppiato con la musica (brani di Mozart), l’ibuprofene riduce il dolore infiammatorio il 93% in più rispetto al farmaco da solo.

La musica da sola, inoltre ha ridotto del 77% il dolore chirurgico. “Sappiamo che questi farmaci funzionano senza musica, ma possono provocare tossicità ed effetti collaterali” – spiega coordinatore del lavoro. “Il Santo Graal sarebbe combinare il farmaco giusto con il nuovo paradigma dell’esposizione alla musica, per ottenere gli stessi effetti analgesici con dosi minori di farmaci”.

A partire dalle antiche tradizioni sciamaniche della Mongolia, dell’Africa, dell’Arabia e del Messico, nelle tradizioni arcane cabalistiche del Giudaismo e del Cristianesimo e nelle sacre tradizioni spirituali del Tibet, la musica e nello specifico i suoni vocali e gli armonici (noti anche come ipertoni), sono stati utilizzati come strumento di guarigione e trasformazione.

Inoltre venivano impiegati per comunicare con le divinità ed invocarle, per riequilibrare i chakra (i centri energetici del corpo) e per attivare particolari frequenze del cervello. La cosa davvero stupefacente è che questi suoni possono essere utilizzati per intervenire a differenti livelli sul piano umano. Il suono è un’energia vibrazionale che ha forma ondulatoria sinusoidale, le sue onde sono misurate in unità dette hertz (Hz) e prendono in considerazione il numero di cicli per secondo creati dall’energia in questione.

Detto in parole semplici tutto ciò che vibra ha una sua “frequenza“.Nell’universo ogni cosa che percepiamo attraverso l’udito è un suono, una melodia, perchè l’universo vive di suoni e l’uomo stesso ha bisogno del suono per ritrovare benessere e armonia, lo dimostra il fatto che oggi sarebbe quasi impossibile viverne senza. Ogni giorno ascoltiamo musica alla radio, tramite i cellulari di ultima generazione, in ufficio, nelle auto, insomma la musica ci fa compagnia dovunque, rilassa e rende felici.

Ogni suono esercita sull’essere umano un’azione a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale, con effetti davvero sorprendenti, in quanto il suono è in grado di modificare la realtà. Gli armonici rappresentano i suoni più puri e ci permettono di imparare molto su noi stessi e sui mondi che ci circondano. Inoltre, essi influiscono a livello vibrazionale, dando l’avvio a un processo di trasformazione e guarigione del nostro essere, così da apportare equilibrio, armonia e salute nella nostra vita di tutti i giorni.

L’utilizzo del suono e della musica come strumento di guarigione è un concetto molto antico. Lo dimostra il fatto che, in diverse popolazioni del passato la musica ha rappresentato uno strumento sacro utilizzato per influenzare la crescita delle piante e del raccolto, per aumentare la fertilità o per guarire gli ammalati.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.