Niki Lauda lascia un vuoto incolmabile in tutti gli amanti di questo sport. A seguito dell’intervento subito lo scorso anno, l’ex pilota della Ferrari, ha avuto delle complicanze e dopo quasi un anno ha smesso di lottare.

Lui che era un guerriero fuori e dentro la pista, un calcolatore, prima che un pilota, si è sempre costruito tutto con le proprie mani lasciando solo le briciole alle sue spalle.

Niki inizia la sua carriera nel 1968, mettendosi contro anche i genitori che, pur essendo ricchi, non hanno mai avuto intenzione di supportarlo nel suo sogno.

Abbandona gli studi e decide di cominciare dalla Formula Vee, per poi passare prima in Formula 3 e poi in Formula 2 con la March 712F Ford.

Debuttò nella gara per il trofeo Jim Clark, passando inosservato a causa della grande prestazione di Ronnie Peterson.

Poco più tardi il team si riuní a Thruxton per dei test sulla monoposto.

Herd, il DT della scuderia, chiese a Lauda di girare il più veloce possibile per vedere quale fosse veloce il suo tempo. Successivamente fece lo stesso Ronnie Peterson stella della scuderia.

Herd paragonò i tempi e vide che Niki girava in 3 millesimi più veloce del campione svedese, e li capí di che pasta era fatta l’austriaco.

L’anno che segna l’inizio della carriera da professionista di Niki Lauda è il 1972, quando la March promuove sia lui che Patterson piloti di Formula 1 e Formula 2.

In quell’anno Niki non vince l’Europeo di Formula 2 a causa dei continui cambi della scuderia alla monoposto, e pur avendo avuto un inizio scoppiettante, deve arrendersi per i troppi ritiri.

L’unica consolazione fu la vittoria del campionato Inglese JPS.

In Formula 1 non riesce ad ottenere nessun punto, ma si mette in luce per prestazioni di alto livello.

Nel 1973 stipulò un contratto con la BRM come pilota pagante. 

Ottenne i primi punti in Belgio con un ottimo quinto posto, inoltre firmó un nuovo contratto dove si accordava con la scuderia che avrebbe estinto tutti i suoi debiti.

Ad ottobre però il pilota passò alla Ferrari, che vide in lui, oltre che un gran pilota, anche le doti di un grandissimo colladuatore.

La Ferrari aveva dei problemi nel collaudo dell’auto, cosí Lauda lavorò giorno e notte con i costruttori per creare un auto competitiva.

I risultati furono positivi già nel primo gran premio d’Argentina, dove Niki arrivò secondo. La sua prima vittoria arriva poco dopo nel GP di Spagna.

L’austriaco fece un ottimo mondiale, ma fu spesso tradito da problemi alla vettura e dalla sua inesperienza, arrivando quarto, nel suo primo anno alla Ferrari.

Il 1975 rappresentò l’anno della consacrazione di Lauda, che con la Ferrari 312 T, ottenne 5 vittorie e si laureò, per la prima volta, campione del mondo.

Storica è la rivalità con James Hunt, pilota McLaren, con cui Lauda si giocò il mondiale nel 1976.

Il pilota austriaco sembrava comunque un passo avanti al britannico e vinse le prime due gare.

Successivamente ci fu un susseguirsi di vittorie tra Hunt e Lauda che portarono i due piloti ad essere i pretendenti al titolo mondiale.

Il 1°Agosto del 1976 a Nurburgring, pista molto pericolosa, ci fu un vero e proprio diluvio e Lauda riuní tutti i piloti per “saltare” quel Gp.

Hunt si oppose, accusando l’austriaco di essere un calcolatore e di non voler prendere parte a quella gara per assicurarsi la vittoria mondiale.

Molti piloti appoggiarono il britannico e nelle votazioni decisero di correre.

La gara si mise subito male per Lauda che dovette recuperare delle posizioni, e nel tentativo di rimonta, nella curva Bergwerk, il pilota perse il controllo dell’auto.

Il forte urto fece sobbalzare il casco del pilota e portò alla rottura del serbatoio, con fuoriuscita della benzina, con la vettura che prese fuoco.

Il pilota rimase bloccato tra l’inferno delle fiamme all’interno della vettura.

Per fortuna Niki Lauda riuscì a salvarsi, ma i mesi successivi furono un calvario.

Rimase in clinica per più di un mese, dove gli veniva drainato il fumo dai polmoni e ricostruita la faccia, lacerata dalle fiamme.

Nel frattempo la Ferrari cercava un sostituto e Hunt, recuperava punti sul pilota austriaco, approfittando della sua assenza.

Questo spinse Lauda ad accellerare il rientro, e dopo soli 42 giorni dall’incidente, l’austriaco tornò in pista nel GP d’Italia, dove ottenne uno spettacolare quinto posto, scatenando il delirio dei tifosi del cavallino rampante.

La lotta al mondiale proseguì fino all’ultima gara, in Giappone sul circuito del Fuji sotto la pioggia.

La gara per motivi soprattutto economici e televisivi, non fu rinviata, e Lauda, dopo due giri, vide i fantasmi del suo incidente e decise di ritirarsi.

Hunt proseguì la gara e ottenne il piazzamento necessario per laurearsi campione del Mondo.

Nel 1982, dopo un primo ritiro, Lauda tornò a correre con la McLaren e si aggiudicò, nel 1984 il suo terzo ed ultimo titolo mondiale.

Si ritirò definitivamente nel 1985.

Nel 1993 Niki Lauda ha lavorato per la Ferrari come consulente della gestione della scuderia.

Inoltre nel 2013 è stato il principale autore dell’approdo di Luis Hamilton in Mercedes, dove ha lavorato fino al 2018, contribuendo al dominio delle frecce d’argento in questi ultimi anni. 

Si spegne a 70 anni, uno dei più, controversi, talentuosi e imprevedibili piloti che la Formula 1 abbia mai conosciuto, e che ancora oggi rappresenta il simbolo, l’eroe, la leggenda per chi sogna di diventare un pilota.