In vista del passaggio parlamentare al Senato della legge di Bilancio, che si prospetta corposa per la sua definitiva approvazione, i senatori di Forza Italia hanno incontrato una delegazione di Confedilizia rappresentata dal presidente Giorgio Spaziani Testa, dal responsabile Relazioni istituzionali Giovanni Gagliani Caputo e dal responsabile del Coordinamento tributario Francesco Veroi. Al centro della discussione vari aspetti della manovra economica e in particolare l’introduzione della cedolare secca per gli immobili commerciali, la tassazione Imu-Tasi sui locali inoccupati e il livello generale di tassazione immobiliare.

I senatori di Forza Italia hanno convenuto sulla necessità di presentare a Palazzo Madama emendamenti tesi a rendere stabile la cedolare secca a tutti gli immobili non abitativi, limitando nel testo in discussione alla Camera, i locali commerciali di dimensione fino a 600 metri quadrati e per gli affitti stipulati nel solo anno 2019, ad esclusione delle locazioni in corso. Un altro emendamento riguarderà l’esenzione Imu-Tasi gravante sugli immobili sfitti non occupati e del pagamento delle imposte sui canoni di affitto non percepiti dal locatore.

Queste misure, sostanzialmente,  dovrebbero aiutare il settore immobiliare in forte crisi che dal 2012 l’imposizione sugli immobili è passata da 9 miliardi complessivi a ben 21 sotto il governo Monti (praticamente un’autentica patrimoniale). Dunque l’auspicio dei senatori di Forza Italia è soprattutto riposta negli amici della Lega, coprotagonisti con i governi Berlusconi dell’introduzione della cedolare secca per tutti gli immobili residenziali, comprendendo l’importanza delle modifiche alla cedolare secca sui locali diversi dalle residenze, oggi prevista in modo pavido e inefficace dal governo, e gli altri emendamenti per evitare il peso di tasse inique. Su questa strada Forza Italia sembra essere abbastanza ferma, adesso bisognerebbe trovare dei buoni alleati.